Groupe Bruxelles Lambert (GBL) e CVC Capital Partners arrivano al 74,58% di Recordati con la chiusura dell’opa, venerdì 23 ottobre. Il risultato supera il 66,67% richiesto perché l’offerta avesse successo, ma resta lontano dal 90% che serve per portare il gruppo farmaceutico fuori da Piazza Affari. I numeri sono provvisori e arrivano dal comunicato di Equita sim, che coordinava la raccolta delle adesioni, ripreso da BeBeez.
Dopo il rilancio di inizio ottobre, ogni azione viene pagata 53 euro. Il 31 agosto il prezzo di partenza era 51,29 euro. Sommando il dividendo da 0,71 euro già staccato a maggio, il corrispettivo sale a 53,71 euro e l’intero gruppo vale oltre 11 miliardi di euro.
La quota del 74,58% si compone di quattro pezzi:
- quasi 130 milioni di titoli aderenti, cioè il 65,47% dei titoli sotto offerta e il 62,152% del capitale;
- il 7,23% comprato da CVC direttamente sul mercato;
- il 3,252% che fa capo a GBL tramite Black Mountain;
- l’1,95% preso da CVC con azioni consegnate fisicamente, in base a contratti derivati.
Venerdì 23 ottobre le azioni hanno finito gli scambi a 53,80 euro, cifra superiore al prezzo dell’opa. Chi compra a quel livello paga più di quanto offrono CVC e GBL, quindi una parte del mercato punta su un esito diverso dall’incasso dei 53 euro.
Il calendario è già fissato. Il 2 novembre viene pagato il corrispettivo. Le adesioni tornano possibili tra il 3 e il 9 novembre; chi aderisce in quella finestra incassa il 17 novembre. Se anche così il 90% non arriva, il documento d’offerta prevede un’altra strada: unire il veicolo acquirente e Recordati. Oltre il 95%, ricorrendo tutti i presupposti, scatterebbe anche il diritto di comprare le azioni residue (squeeze-out).
Il 23 ottobre è arrivata anche una notizia sul debito. Rossini, la holding lussemburghese con cui CVC e gli altri coinvestitori hanno tenuto finora la quota di riferimento, ha comunicato che restituirà per intero e in anticipo obbligazioni da 1,85 miliardi, con scadenza 2029. Sono due emissioni senior secured: una da 850 milioni con cedola variabile, una da un miliardo con cedola fissa del 6,75%. Nascono dal finanziamento organizzato a luglio 2024.
Il rimborso dipende dall’opa. Rossini lo farà solo se incasserà dalla vendita delle sue azioni proventi netti sufficienti, e solo prima della data di pagamento ai creditori. Quel debito sta a livello della holding: non è il debito operativo di Recordati e non finanzia la nuova offerta, che poggia su circa 4,5 miliardi di equity, su linee bancarie senior con tetto a 6 miliardi e su un debito PIK da circa 1,53 miliardi.
Sul prezzo il dibattito è rimasto aperto. Palliser Capital, fondo attivista del Regno Unito, chiedeva non meno di 60 euro ad azione. I consiglieri indipendenti della società avevano sollevato dubbi sull’offerta iniziale. Gli obiettivi di prezzo erano 71 euro per Intermonte/Websim, 69 per Equita e 65 per Banca Akros. Barclays il 21 ottobre ha ritoccato il suo: 56 euro, contro i 55 precedenti.
C’è poi il dossier Isturisa. Il 20 ottobre Recordati ha ricevuto la notifica di una richiesta americana per una versione generica dell’osilodrostat, il principio attivo del farmaco, con una contestazione sui brevetti. A novembre 2025 Recordati aveva rivisto le vendite al picco oltre il doppio, portandole sopra quota 1,2 miliardi di euro. La società assicura che un generico non arriverà in commercio negli Stati Uniti prima del 2033.
Per chi ha ancora azioni, la finestra decisiva è quella tra il 3 e il 9 novembre. In quei giorni si capirà se CVC e GBL arrivano al 90% o se passano alla fusione.
Secondo BeBeez, che il 26 ottobre 2026 ha riportato il comunicato di Equita sim sull’esito provvisorio dell’opa su Recordati.