Poste Italiane ha alzato l’offerta pubblica su Tim, per decisione del proprio consiglio di amministrazione, aggiungendo 30 centesimi di contanti per ogni azione conferita all’opas. La mossa, riportata da Forbes.it, arriva a ridosso della scadenza fissata per l’11 settembre, mentre il tasso di adesione si ferma al 6,158% del capitale sociale di Telecom Italia, secondo i dati diffusi da Borsa Italiana.
Il nuovo corrispettivo per gli azionisti di Tim resta composto da 0,218 azioni Poste di nuova emissione ordinarie, come previsto dall’offerta originaria, più una componente in contanti che sale da 1,67 a 1,97 euro. Calcolando il prezzo delle azioni Poste alla chiusura di venerdì scorso, 26,90 euro, il rilancio porta il valore implicito dell’offerta a 7,83 euro per ogni azione Tim.
Poste, che controlla già circa il 20% di Telecom Italia, ha anche deciso di eliminare la soglia minima di adesione. In pratica Poste comprerà ogni azione conferita all’opas, anche se le adesioni finali non toccheranno il 66,67% previsto per i diritti di voto. L’offerta tornerà aperta tra il 21 e il 25 settembre 2026, un’ultima finestra per chi non ha ancora deciso.
A Piazza Affari il mercato ha reagito subito: il titolo Telecom Italia è balzato all’apertura, guadagnando la prima posizione del Ftse Mib, mentre le azioni Poste hanno perso terreno nella stessa seduta. Tra gli azionisti di Tim ha già aderito l’amministratore delegato Pietro Labriola, insieme ai manager con responsabilità strategiche del gruppo, una scelta coerente con il giudizio che il consiglio della società di telecomunicazioni aveva espresso lo scorso 18 luglio, quando aveva definito congruo il corrispettivo sotto il profilo finanziario.
Tra gli analisti, Intermonte ha parlato di una mossa pragmatica pensata per chiudere positivamente l’operazione, segnalando che la rinuncia alla soglia minima aumenta in modo sensibile le probabilità di successo. La sim ha inoltre giudicato “contenuto” il maggiore esborso in contanti verso gli azionisti Tim, con effetti contenuti sulla leva di Poste e sull’utile per azione; ha confermato per il titolo Poste il rating Outperform, con obiettivo di prezzo a 33 euro, e confermato l’invito agli azionisti Tim ad aderire.
Anche Equita Sim ha pubblicato una sua analisi. Rispetto al 20 marzo, data di riferimento della prima offerta, il nuovo corrispettivo risulta più alto del 4,7%, con un premio del 14,2% su quel valore. Guardando invece ai prezzi di Borsa della vigilia, il premio scende al 3% circa: Tim valeva 7,47 euro per azione e Poste 26,3 euro. Su questa base, Equita calcola per Telecom Italia un multiplo Ev/Ebitda sul mercato domestico tra 8 e 8,4 volte nel biennio 2026-2027, mantiene una raccomandazione neutrale sul titolo con obiettivo a 7,30 euro, mentre su Poste il giudizio resta positivo con target a 27,40 euro.
Equita ha segnalato anche che Poste ha mantenuto invariata la politica di dividendo per il 2026 su base indipendente, in una forchetta tra 1,25 e 1,30 euro per azione, con l’impegno a farlo salire dal 2027. Il maggiore esborso in contanti sarà coperto con debito bancario aggiuntivo, e la sim stima che la leva finanziaria del nuovo gruppo si porterà a circa 1,5 volte l’ebitda entro la fine del 2026.
Per chi possiede ancora azioni Tim, la finestra decisiva si sposta ora al 25 settembre: superata quella data si saprà se il rilancio di Poste ha davvero convinto il mercato o se il dossier resta aperto oltre l’autunno. Chi ha invece Poste in portafoglio dovrà osservare l’evoluzione della leva finanziaria nei prossimi bilanci, perché è quella cifra a dire se l’operazione resterà sostenibile.
Dati e dichiarazioni degli analisti riportati da Forbes.it nell’articolo pubblicato l’8 settembre 2026.