Piazza Affari ha chiuso in positivo venerdì 16 ottobre. Il Ftse Mib, l’indice dei maggiori titoli quotati a Milano, è salito dello 0,93%. A spingerlo sono stati soprattutto tre nomi, Leonardo, Cucinelli e Saipem, tutti sopra il 4%.

Leonardo ha guadagnato il 4,7%. L’azienda lavora nella difesa e nell’aerospazio. Subito dietro Brunello Cucinelli, marchio del lusso italiano, con il 4,3%, e Saipem, che offre servizi per l’energia e le infrastrutture, con il 4,1%.

Il resto della classifica dei migliori è ampio. Buzzi, che produce materiali per l’edilizia, ha messo a segno il 3,9%, e Fincantieri, cantiere navale, il 3,4%. Poi Amplifon con il 2,9%, Unipol e Stellantis con il 2,8% ciascuna, infine Inwit e Nexi con il 2,5%. Inwit gestisce torri e impianti per la telefonia mobile, Nexi lavora sui pagamenti digitali.

Anche le banche hanno chiuso in positivo, e il dato pesa perché arriva con un tema politico aperto. Secondo quanto riportato, l’esecutivo intende domandare alle società finanziarie 5 miliardi per sostenere la manovra. Unicredit ha guadagnato l’1,4%, mentre Bper e Mps l’1,2%.

Gli investitori guardano le banche con attenzione perché utili e valutazioni risentono di regolazione, tasse e versamenti straordinari, non solo di economia e credito. Venerdì, però, i titoli bancari non hanno pagato il prezzo di quell’ipotesi. Resta un’intenzione riferita, non una misura approvata.

Sul lato opposto del listino pesa l’intelligenza artificiale. Technoprobe ha perso il 5,1%, il ribasso maggiore tra quelli citati, e Stm, gruppo dei semiconduttori, ha ceduto lo 0,6%. Il settore dei semiconduttori viene spesso legato all’AI.

Nella parte bassa della classifica ci sono anche Moncler, che ha lasciato sul terreno il 2,6%, Banco Bpm con l’1,6% e Tim, altro 1,6%. Per la società di telecomunicazioni il quadro ha un dettaglio a parte: il nome compare nella vicenda del blocco della rete Enav, che ha pesato non poco sui voli in Italia.

Resta un fatto semplice: una giornata positiva per l’indice nasconde movimenti molto diversi tra un titolo e l’altro. Difesa, lusso ed energia hanno corso, mentre Technoprobe, Stm e Moncler sono andati nella direzione opposta.

Chi ha un fondo o un ETF legato al Ftse Mib ha beneficiato dell’andamento medio. Chi ha in portafoglio singoli titoli come Technoprobe o Tim ha avuto una seduta diversa. Il prossimo punto da seguire è la manovra: conviene controllare se i 5 miliardi diventano una richiesta formale al settore, perché quel passaggio riguarderebbe direttamente Unicredit, Bper e Mps.

Soldionline, 16 ottobre 2026, con fonte indicata Ansa.