Mercoledì 21 ottobre il FTSE MIB ha chiuso a 49.580,08 punti, in progresso dello 0,80%. Lungo la seduta l’indice ha oscillato tra 48.982,13 e 49.728,43. Secondo Money.it, i titoli in rialzo sono stati 26, contro 12 in calo e 2 senza variazioni.

Il rimbalzo va letto con prudenza. Sull’arco della settimana l’indice perde lo 0,35%, e su un mese il bilancio è negativo per il 4,99%. Il massimo annuale, 54.041,80 punti, resta lontano.

Prysmian guida i rialzi con un balzo del 3,40%, fino a 108,05 euro. Banco BPM la segue con il 3,32% (13,54 euro), poi FinecoBank sale del 2,68% e Poste Italiane del 2,07%. Il credito intero ha chiuso in positivo: Banca Mediolanum guadagna l’1,77%, Mediobanca l’1,11%, UniCredit l’1,07%, Intesa Sanpaolo l’1,05% e Monte dei Paschi lo 0,86%.

Bene anche gli energetici. Eni avanza dell’1,87% a 26,40 euro, Tenaris dell’1,59% e Saipem dell’1,45%. STMicroelectronics chiude a 42,04 euro, con un più 1,71%.

Sul fronte opposto, Leonardo è la peggiore del listino: perde il 2,51% e si ferma a 48,04 euro. Stellantis cede l’1,79% e vale 3,80 euro per azione. Più leggeri i cali di Inwit, Ferrari (353,40 euro la chiusura) e Brunello Cucinelli, tutti tra un punto e poco meno.

Il segnale più curioso arriva dai volumi. Diasorin ha scambiato con il 132,34% in più rispetto alla sua media su 20 sedute. Ha anche segnato il massimo su 52 settimane, ed è l’unico titolo del listino principale a riuscirci. Eppure il prezzo è sceso dello 0,41%, a 78,64 euro. Money.it non spiega la discrepanza, quindi conviene trattare il dato come un’anomalia da seguire, non come un’indicazione di direzione.

Quasi tutto il resto del listino ha scambiato poco. Generali sale dell’1,40% con volumi inferiori del 71,34% alla media: un rialzo con pochi acquirenti convinti pesa meno di uno sostenuto dagli scambi. Fanno eccezione Buzzi, con volumi in aumento del 37,29%, e Iveco Group, con un più 11,19% e prezzo fermo a 14,36 euro.

C’è poi la media mobile di lungo periodo, calcolata su 200 sedute: la linea che molti operatori usano per distinguere un trend solido da un semplice rimbalzo. Restano sotto quella soglia, nonostante i guadagni, UniCredit, Prysmian, STMicroelectronics, Poste Italiane, Banco BPM e FinecoBank. Sopra si trovano invece Generali, Intesa Sanpaolo, Eni, Saipem e Tenaris.

Fuori dall’indice principale i movimenti sono più ampi. doValue guadagna il 9,13% e chiude a 1,64 euro, Tesmec il 5,30% e d’Amico International Shipping il 3,75%. Sul versante negativo BF perde l’8,06%, con volumi in salita del 68,07%. Salvatore Ferragamo lascia il 7,30% e Risanamento il 7,23%.

Per chi segue il mercato, due livelli dicono se questo rialzo ha basi solide: la tenuta delle banche sopra i prezzi di ieri e la risalita dei titoli che hanno trainato la seduta oltre la media a 200 sedute. Finché non succede, il FTSE MIB resta lontano dai 54.041,80 punti del massimo annuale.

Dati sulla seduta di Piazza Affari di mercoledì 21 ottobre 2026, riportati da Money.it a cura dell’Ufficio Studi.