Ieri, nella prima seduta di Piazza Affari dopo Ferragosto, il Ftse Mib ha chiuso a 53.586 punti, con un progresso simbolico dello 0,01%, dopo aver sfiorato i 53.800 punti in mattinata. Il dato dell’indice, però, nasconde più di quanto racconti: sotto la superficie, diversi titoli del listino milanese si sono mossi di diversi punti percentuali, in entrambe le direzioni. A guidare la giornata sono stati i chip legati all’intelligenza artificiale, mentre l’automotive e parte del lusso hanno pagato dazio.

Il gruppo italo-francese dei semiconduttori Stmicroelectronics ha guadagnato il 5,03%. È il rialzo più marcato della seduta. Gli investitori scommettono su una nuova ondata di spesa mondiale in intelligenza artificiale, e i chip restano un tassello obbligato per i data center, dove risiedono i server e vengono elaborati enormi volumi di dati richiesti dagli algoritmi. Sulla stessa onda è salito il produttore di cavi per l’energia e le reti di telecomunicazione Prysmian, in progresso del 2,42%. Le nuove infrastrutture di rete richieste dalla diffusione dell’AI vengono lette dal mercato come un possibile volano per i conti del gruppo.

Il settore auto si è invece diviso in due. Ferrari ha guadagnato l’1,36% dopo il risultato ottenuto alla Monterey Car Week, la manifestazione californiana che Sotheby’s dedica ogni anno alle vetture da collezione più ricercate. Il telaio zero della nuova Luce ha trovato un acquirente disposto a pagare 40 milioni di dollari, segnale della domanda che il marchio genera tra i collezionisti più facoltosi. Stellantis ha invece perso il 4,11%, il calo peggiore tra i grandi nomi dell’auto europea quotati in Borsa.

Il fronte dei pagamenti digitali e del lusso ha ceduto terreno. Nexi, la società che gestisce le transazioni elettroniche per banche e commercianti, è scesa del 4,25%. Nello stesso fronte moda, Brunello Cucinelli ha perso l’1,82%, Ferragamo il 2,29% e Moncler il 3,84%. Il mercato tratta questi titoli come una scommessa sui consumi delle famiglie più abbienti, la prima voce di spesa a soffrire quando le prospettive globali peggiorano.

Secondo i numeri di chiusura diffusi da Soldionline, il resto del comparto creditizio si è mosso senza una direzione comune. Intesa Sanpaolo ha perso lo 0,46%, Unicredit lo 0,67% e Banco Bpm lo 0,82%. Mps, Mediobanca e Bper Banca hanno invece chiuso in rialzo, con variazioni comprese tra lo 0,03% e lo 0,64%. Stabile il fronte energetico: Eni ha guadagnato lo 0,34%, mentre il Wti, il greggio che fa da parametro negli Stati Uniti, resta fermo a 82,39 dollari il barile.

Il rialzo più corposo della giornata, in percentuale, è arrivato però da una mid cap: Eurotech, attiva nei sistemi embedded e nell’Internet delle cose, ha guadagnato il 6,64%. All’estremo opposto Gabetti, la società di intermediazione immobiliare, ha perso il 5,79%. È un contraccolpo dopo il forte rialzo messo a segno alla vigilia di Ferragosto, quando gli investitori avevano spinto il titolo più in alto e ora incassano il guadagno.

Per chi ha titoli industriali italiani in portafoglio, la sessione dice soprattutto una cosa: il tema dell’intelligenza artificiale continua a spostare capitali dentro il Ftse Mib anche nei giorni in cui l’indice nel complesso resta fermo. I prossimi dati sugli investimenti globali in data center diranno se il rally di Stm e Prysmian ha basi solide o è stato solo un rimbalzo legato al rientro dalle vacanze.

Dati e percentuali di chiusura riportati da Soldionline nell’articolo pubblicato il 17 agosto 2026.