Martedì 27 ottobre il FTSE MIB ha chiuso a 49.627,95 punti, in rialzo dello 0,84%. Lo riporta Money.it. L’indice si è mosso tra un minimo di 48.927,99 e un massimo di 49.658,02, e ha finito la seduta quasi sui livelli più alti.

Il rialzo è stato diffuso: 33 titoli hanno guadagnato, 7 hanno perso e uno è rimasto fermo. Non ha trainato il listino un solo nome, e questo rende la giornata più solida di quanto dica il numero finale.

Il quadro più ampio resta però meno brillante. Sulla settimana l’indice sale dell’1,13%, ma sul mese lascia sul terreno il 4,38%. Il picco dell’ultimo anno, 54.041,80 punti, resta lontano da quota 49.627,95.

STMicroelectronics ha fatto meglio di tutti: più 7,02%, con il prezzo a 43,40 euro. I volumi hanno superato del 15,79% la media delle ultime 20 sedute. Il prezzo però è ancora al di sotto della media mobile di lungo periodo (200 sedute), quindi il rimbalzo non ha cambiato la tendenza di fondo.

Alle sue spalle c’è TIM, che sale del 3,71% fino a 5,76 euro. Il dato va letto con prudenza: gli scambi sono calati di oltre tre quarti rispetto al solito (meno 77,23%), e un rialzo con pochi volumi pesa meno. Terza è Snam, con un guadagno del 2,91% e un prezzo di 6,16 euro. Prysmian avanza del 2,66% e vale 106,30 euro. Banco BPM guadagna il 2,29% e chiude a 13,63 euro, mentre Fincantieri sale del 2,18% a 12,66 euro.

Tra i ribassi, Eni ha ceduto il 2,54% e si è fermata a 26,46 euro. Moncler perde l’1,91% a 42,12 euro e Campari l’1,61% a 6,61 euro. Ferrari cede l’1,12% e chiude a 349,40 euro, Lottomatica Group l’1,16%. Brunello Cucinelli non si è mosso: 85,38 euro, variazione nulla.

I volumi raccontano una storia diversa dalle variazioni di prezzo. Gli scambi su Snam sono cresciuti del 180,49% rispetto alla media, quelli su Italgas del 90,40%. Quest’ultima ha chiuso in rialzo del 2,10% a 8,94 euro. Attività sopra la norma anche per Amplifon, con scambi in aumento del 53,88% e titolo a più 1,25%. A2A ha visto crescere gli scambi del 34,20%, Interpump Group del 30,47%. Hanno invece languito Recordati (meno 64,47%), Inwit (meno 51,33%) e la banca senese Monte dei Paschi (meno 51,66%).

Sul piano tecnico, la giornata positiva non ha portato tutti i titoli oltre la media di lungo periodo. Generali, Tenaris, Saipem e Mediobanca restano invece sopra. Restano al di sotto, nonostante il rialzo di martedì, Enel, Stellantis, Leonardo, UniCredit e Intesa Sanpaolo. Sono nomi che contano molto per il peso sull’indice, e per questo la distanza dal picco annuale non si colma in una seduta.

Fuori dal FTSE MIB i rialzi più forti sono stati quelli di Risanamento, salita del 10% a 0,0198 euro, di Tesmec (più 9,47%, a 0,4510 euro) e di doValue (più 6,79%, a 1,71 euro). Mondadori ha perso il 4,39% e ha chiuso a 1,96 euro, con scambi quasi triplicati rispetto alla media (più 195,95%). Juventus ha ceduto il 2,82% a 1,55 euro, mentre The Italian Sea Group ha lasciato il 2,20% a 0,6660 euro. Entrambe toccano il livello più basso da un anno. Per la società nautica i volumi sono saliti del 157,67% rispetto alla media delle ultime 20 sedute.

Chi segue il listino ha ora due cose da guardare. La prima è se STMicroelectronics riesce a riprendere la media di lungo periodo, soglia che separa un rimbalzo da un’inversione. La seconda è se l’indice recupera terreno rispetto al calo di un mese, che resta il dato più pesante.

Dati sulla seduta di Piazza Affari di martedì 27 ottobre 2026, riportati da Money.it.