Mercoledì 4 novembre Piazza Affari ha messo a segno una seduta molto positiva: il FTSE MIB ha guadagnato il 2,18% e si è fermato a 51.031,02 punti. Lo racconta Money.it nel suo resoconto di giornata. A tirare il listino sono state le banche, mentre i titoli legati ai data center hanno perso terreno.

Nel corso della seduta l’indice si è mosso tra un minimo di 50.142,74 e un massimo di 51.308,64 punti. Sono saliti 32 titoli, otto sono scesi e uno è rimasto fermo. Su sette giorni il guadagno è del 2,42%, mentre sull’ultimo mese l’indice resta indietro dello 0,25%.

Il credito ha fatto la parte del leone. UniCredit ha chiuso a 78,32 euro con un aumento del 5,47%, e i suoi scambi sono stati superiori del 93,82% rispetto alla media delle ultime 20 sedute. Mps ha guadagnato il 5,07%, arrivando a 11,48 euro. Intesa Sanpaolo è salita del 4,93% a 6,28 euro, e gli scambi sono cresciuti del 113,53%.

Dietro le banche si sono mossi altri nomi. Moncler ha guadagnato il 4,50%, FinecoBank il 4,37%, BPER Banca il 3,96%, Enel il 3,82% e Mediobanca il 3,75%. Money.it lega il rialzo di Mps all’OPAS, che avvicina il titolo alla corsa di Intesa.

Sul fronte opposto, Prysmian ha perso il 6,91% e ha chiuso a 104,40 euro. Il motivo, spiega Money.it, sta nelle elezioni americane di metà mandato, che frenano i produttori legati ai data center. STMicroelectronics ha ceduto il 5,13% fermandosi a 40,91 euro, mentre Tenaris ha lasciato il 3,38%, con scambi saliti del 114,82%. Perdite più leggere per Leonardo (1,03%), Fincantieri (1,27%) ed Eni (1,90%).

Due titoli hanno toccato nuovi massimi annuali. Nexi ha guadagnato il 3,27% chiudendo a 4,64 euro, e Ferrari ha raggiunto 382,55 euro (più 2,01%), e i suoi volumi hanno superato la media del 111,20%. Il record delle ultime 52 settimane per l’indice, 54.041,80 punti, resta comunque distante.

I volumi dicono qualcosa sulla qualità del rialzo. Su FinecoBank gli scambi sono stati superiori del 142,76% alla media, su Mediobanca del 112,55%, su Enel del 100,31%. TIM invece ha chiuso in crescita del 2,20% ma con scambi inferiori del 38,54%: un rialzo con pochi acquirenti convinti.

C’è anche un dato tecnico da guardare. Intesa Sanpaolo, UniCredit e Mps stanno sopra la media mobile di lungo periodo, calcolata su 200 sedute. Sotto quella soglia restano Stellantis, Leonardo, Prysmian, Moncler, Banco BPM, Buzzi, Terna, Italgas e Hera. Il rimbalzo, dunque, ha riguardato soprattutto le banche e non l’intero listino.

Fuori dall’indice principale si sono distinti Cementir Holding con il 5,49% a 14,98 euro, BFF Bank con il 5,82% (2,07 euro) e Banco Desio con il 5,17% a 16,26 euro. SECO ha perso l’8,63% scendendo a 4,34 euro. Technoprobe ha lasciato il 7,07% e Avio il 6,38%.

Chi segue il listino ha ora due cose da controllare. La prima è se i volumi sulle banche restano alti nelle prossime sedute. La seconda è se i titoli dei data center recuperano dopo il voto americano.

Secondo Money.it, che ha pubblicato il resoconto della seduta di Borsa di mercoledì 4 novembre 2026.