Martedì 3 novembre il FTSE MIB ha chiuso a 49.941,83 punti, in calo dello 0,01%. Sulla carta è una seduta ferma. Nella pratica l’indice ha oscillato molto: ha toccato 50.325,20 al massimo e 49.294,05 al minimo, un’escursione di oltre mille punti.

Dietro la parità c’è un listino debole. Money.it, che ha raccolto i dati della giornata, conta 30 titoli in ribasso, 10 in rialzo e uno senza variazioni. Pochi nomi hanno sostenuto l’indice, mentre la maggioranza ha perso terreno.

Ferrari guida il paniere con un balzo del 4,47% fino a 375,00 euro. Gli scambi sono stati più che tripli rispetto alla media delle ultime 20 sedute (+240,46%). Il titolo era scivolato subito dopo i risultati, migliori delle previsioni, e il rialzo della guidance, poi ha recuperato tutto nel corso della seduta. Amplifon sale del 2,98% a 11,74 euro, Lottomatica Group dello 0,83% a 26,81 euro, Prysmian dello 0,81% a 112,15 euro.

In fondo alla classifica c’è Stellantis, che lascia sul terreno il 3,88% e si ferma a 4,08 euro. Brunello Cucinelli arretra del 3,55% e vale 85,94 euro, mentre i suoi scambi sono più che raddoppiati rispetto alla media (+117,68%). Tenaris perde il 2,42% e chiude a 25,76 euro. L’energia pesa sul listino: Eni scende dell’1,81%, a quota 26,04 euro, e Saipem dell’1,43%, a quota 4,34. Interpump Group e Buzzi, con meno 1,49% e meno 1,31%, completano i ribassi più marcati.

Il quadro di periodo resta misto. L’indice guadagna lo 0,63% su una settimana, ma a un mese lascia sul terreno l’1,72%. Il record dell’ultimo anno, 54.041,80 punti, resta quindi lontano dai livelli di martedì.

I volumi raccontano dove si è concentrata l’attenzione. Lottomatica Group ha scambiato il 203,26% in più della media delle ultime 20 sedute, quasi come Ferrari e Cucinelli. Crescono di meno, ma crescono, i volumi su Amplifon, Tenaris e Interpump Group, e su Pirelli: qui gli scambi aumentano del 45,84% mentre il prezzo cala dello 0,97%. TIM va in direzione opposta: guadagna lo 0,25% e arriva a 5,69 euro, però gli scambi sono inferiori del 76,94% alla media. Un rialzo con pochi scambi dice poco sulla convinzione degli investitori.

Sul piano tecnico, la linea di tendenza di lungo periodo, calcolata su 200 sedute, divide il listino. Eni, Tenaris, Cucinelli, Lottomatica Group, Amplifon e Ferrari quotano sopra. Stellantis, Prysmian, TIM e Intesa Sanpaolo, che pure guadagna lo 0,57% e sale a 5,99 euro, restano al di sotto. Iveco Group chiude ferma a 14,38 euro.

Fuori dall’indice principale la corsa più forte è di Fidia: più 11,34%, per 0,0216 euro a titolo, ma sempre sotto la propria media a 200 sedute. Salgono anche SECO, più 5,32% a 4,75 euro, e Technogym, più 3,41% a 14,24 euro. Sul lato opposto BFF Bank lascia il 6,04%, a 1,96 euro, e i suoi volumi crescono del 33,12%. Orsero perde il 4,77% a 13,98 euro, con scambi oltre il quadruplo della media (+331,67%). Safilo Group arretra del 2,80%, a 2,01 euro.

Per chi segue il listino, nelle prossime sedute conta più l’ampiezza che il livello dell’indice. Finché i ribassi restano il triplo dei rialzi, la parità di martedì dice poco.

Secondo Money.it, i dati si riferiscono alla chiusura di Piazza Affari di martedì 3 novembre 2026.