Martedì 20 ottobre Piazza Affari ha chiuso con un lieve ribasso dello 0,03%, dopo una partenza decisamente più pesante. Anche le altre Borse europee hanno ricucito gran parte dello strappo iniziale. A guidare il recupero sono state indiscrezioni sul conflitto in Iran, non un dato economico.

Secondo Soldionline, che riprende un lancio ANSA, gli operatori scommettono che i negoziati per chiudere la guerra possano ripartire. A fare da mediatori sarebbero Qatar e Pakistan. Nessuna conferma ufficiale: sono voci, che gli analisti citano per spiegare perché la tensione si è allentata.

Lo Stoxx Europe 600, l’indice che raccoglie le società più grandi quotate sulle Borse del continente, ha perso lo 0,1% alla chiusura. A metà seduta il segno meno era più marcato. Francoforte ha terminato a -0,06%, mentre Parigi è scesa dello 0,38% e Londra dello 0,29%. Madrid è stata l’unica a chiudere in positivo, con un rialzo dello 0,37%.

Sul listino milanese hanno vinto energia e banche. Enel ha guadagnato il 2%, Italgas il 2,05% e Snam lo 0,79%: tre società che si occupano di elettricità e di reti del gas. Il migliore in assoluto è stato Inwit, che gestisce infrastrutture per le telecomunicazioni, salito del 2,3%. Subito dietro Amplifon, specializzata in apparecchi acustici, con un +2,23%.

Saipem è andata nella direzione opposta. Il gruppo, che offre servizi e ingegneria al settore energetico, ha perso il 4,28% e figura tra i titoli peggiori della giornata. Il comparto è lo stesso delle utility, eppure il mercato ha premiato chi distribuisce energia e punito chi lavora sui cantieri: la differenza dice che gli investitori stanno scegliendo caso per caso.

Il movimento più interessante riguarda la composizione dei portafogli. In Europa i fondi hanno venduto i titoli legati all’intelligenza artificiale e comprato settori considerati difensivi, cioè quelli i cui ricavi reggono meglio quando l’incertezza sale perché vendono servizi essenziali o beni di consumo poco ciclici. Il risultato è stato un calo del comparto tecnologico. Una rotazione del genere non cambia l’indice di molto, ma racconta un mercato che si copre anche mentre sembra calmarsi.

Sullo sfondo, secondo Soldionline, il fatto del giorno è comunque la discesa del petrolio. Con il greggio più basso pesano meno le preoccupazioni per le spese di aziende e famiglie, e questo aiuta i listini a stare fermi. Soldionline non precisa di quanto sia sceso il prezzo, quindi il peso reale di questo fattore resta difficile da misurare.

Intanto l’attenzione si sposta sulla stagione degli utili, il periodo dei conti trimestrali pubblicati dalle quotate. Gli investitori cercano conferme che i profitti reggano pure in uno scenario più complicato. Per le imprese che non dovessero convincere, la sola speranza di un negoziato non basterebbe a sostenere i prezzi.

Chi segue il mercato nei prossimi giorni farà bene a pesare i bilanci più delle voci diplomatiche. Se la mediazione resta solo un’ipotesi e il petrolio smette di scendere, il sollievo di martedì potrebbe svanire in fretta.

Secondo Soldionline, che ha ripreso un lancio ANSA, la seduta di Borsa si è chiusa martedì 20 ottobre 2026.