L’Inps pagherà le pensioni di settembre martedì 1, primo giorno bancabile del mese, ma l’importo in busta non sarà uguale per tutti. Sul cedolino arrivano infatti i conguagli legati al modello 730/2026: rimborsi per chi ha versato più Irpef del dovuto, trattenute per chi ne ha versata meno. La differenza tra le due platee, secondo la comunicazione dell’istituto, è già ampia dopo il primo mese di operazioni.

Le operazioni di assistenza fiscale sono partite ad agosto e riguardano chi, tra i pensionati, ha indicato l’Inps come sostituto d’imposta. Nel rateo di agosto l’istituto ha già riconosciuto un credito Irpef a circa 4,5 milioni di pensionati grazie ai conguagli del 730. Su un altro fronte, circa 500mila pensionati hanno invece subito una trattenuta perché nel 2025 avevano versato meno Irpef di quanto dovuto.

Chi ha chiesto la rateizzazione del debito deve comunque azzerarlo entro il mese di novembre, un vincolo temporale fisso. Per chi ha inviato la dichiarazione dopo giugno questo può significare rate più ravvicinate del previsto, con un numero di versamenti diverso da quello scelto all’inizio. Chi vuole verificare l’esito del proprio conguaglio e i dati della dichiarazione può farlo nel servizio online dell’Inps dedicato all’assistenza fiscale, raggiungibile da portale e app.

Chi non ha comunicato i redditi del 2022 pur avendo diritto a una prestazione legata al reddito, invece, si vedrà applicare in busta una trattenuta del 5% calcolata sull’importo pagato a luglio 2026. Riguarda i pensionati esonerati dalla dichiarazione all’Agenzia delle Entrate, già avvisati con una comunicazione dedicata. Il termine per sanare la posizione, presentando la domanda di ricostituzione reddituale, è il 15 settembre. Restano escluse le pensioni sociali, gli assegni sociali e l’invalidità civile.

Un’ultima trattenuta, cominciata anch’essa in agosto, colpisce chi percepisce una pensione della Gestione privata integrata: qui l’Inps recupera la quattordicesima e i 154,94 euro liquidati come importo aggiuntivo, somme versate all’inizio a titolo provvisorio e poi giudicate non spettanti dopo la verifica sui redditi del 2021. La quattordicesima torna nelle casse dell’istituto in 24 rate mensili, i 154,94 euro aggiuntivi in 12. Chi è coinvolto ha già ricevuto la comunicazione di revoca via raccomandata, con le istruzioni per il recupero.

Il quadro che emerge non è uniforme: nello stesso mese convivono pensionati che vedono l’assegno crescere per un rimborso arretrato e pensionati che lo vedono ridursi per un debito pregresso. Per chi ha già ricevuto l’avviso di trattenuta o l’accredito extra conviene controllare il dettaglio nel servizio online, dove sono visibili sia i dati della dichiarazione sia l’esito del conguaglio. Chi non ha ancora comunicato i redditi 2022 e rischia la trattenuta del 5% ha tempo fino al 15 settembre per presentare la domanda ed evitare che la riduzione prosegua nei mesi successivi.

Dati e dettagli riportati da Adnkronos, che ha diffuso la comunicazione dell’Inps il 27 agosto 2026.