PayPal pubblica i risultati del terzo trimestre il 27 ottobre, con le azioni circa l’87,6% sotto i massimi del 2021. La società statunitense di pagamenti online vede crescere i volumi, ma i guadagni non seguono lo stesso passo. Money.it ha raccolto i numeri da guardare alla vigilia dei conti.
Il prezzo racconta la caduta. Il titolo aveva toccato 306,74 dollari nel 2021, poi nel 2026 è sceso fino a un minimo di 38,124 dollari. Da quel punto ha recuperato e a metà ottobre oscilla fra i 54 e i 58 dollari.
Sul fronte delle valutazioni, Stock Analysis, a metà ottobre, dà a PayPal un forward P/E di 10,1 volte. Il multiplo divide il prezzo per i profitti per azione che il mercato si aspetta. Visa sta a 27,1 volte e Mastercard a 28,3, quindi PayPal vale circa il 62,7% in meno della prima e il 64,3% in meno della seconda.
Il divario non basta a dire che PayPal sia a sconto. Visa e Mastercard sono soprattutto circuiti internazionali. PayPal invece offre un ecosistema che unisce checkout, portafogli elettronici e offerte per esercenti e consumatori. Ricavi, margini, concorrenza e crescita attesa pesano sul multiplo.
Il secondo trimestre 2026 mostra il problema dei margini. Il volume dei pagamenti (TPV) è salito del 10%, fino a 486,4 miliardi di dollari. I ricavi sono saliti solo del 5%, intorno a 8,7 miliardi. Sul fronte dei margini, quello operativo rettificato è sceso al 17,4%, con 248 punti base in meno su un anno prima, mentre quello GAAP è al 16,4%.
Altri numeri dello stesso trimestre: il margine delle transazioni è salito dell’1%, a circa 3,9 miliardi, e il free cash flow è stato di 1,8 miliardi. Dentro il gruppo le velocità cambiano. Il checkout con il marchio PayPal ha aggiunto il 2% a parità di cambi, Venmo il 14%.
Per il terzo trimestre le stime di consenso di metà ottobre vedono ricavi tra 8,7 e 8,9 miliardi, contro gli 8,42 miliardi del 2025. L’utile rettificato per azione è atteso fra 1,31 e 1,34 dollari, contro 1,34 di un anno fa. A luglio la società aveva indicato un lieve calo di quell’utile per il trimestre e circa 5,38 dollari per l’intero 2026. Le stime cambiano a seconda dei fornitori di dati.
Il giorno dei conti il titolo si muove parecchio. Secondo Earnings Watcher, su 17 comunicazioni trimestrali la variazione media giornaliera, senza considerare il segno, è stata di circa il 7,7%. Il 3 febbraio 2026, con i conti del quarto trimestre 2025, le azioni hanno ceduto circa il 20,3% in quella seduta. Il 28 luglio hanno guadagnato circa il 4%. Quella media misura l’ampiezza dei movimenti passati e non dice nulla sulla direzione del prossimo.
Il 27 ottobre si vedrà se la redditività smette di restare indietro rispetto ai volumi. Chi segue il titolo dovrebbe guardare prima il margine operativo rettificato, poi l’utile per azione rispetto alla forchetta delle stime.
Dati e analisi tratti da Money.it, articolo di Gerardo Marciano pubblicato il 17 ottobre 2026.