Il disegno di legge che riforma il Codice della Strada sposta in avanti il limite d’età per la validità decennale della Patente B. Oggi il documento dura 10 anni solo fino ai 50 anni del titolare; con la riforma la soglia sale a 65. Lo riporta QuiFinanza, che nell’articolo di mercoledì 14 ottobre 2026 presenta la novità come una semplificazione che gli automobilisti aspettavano da tempo.
Il cambio riguarda il gruppo 1 delle patenti, quindi anche la B. Si tratta del documento che usa la gran parte degli automobilisti italiani, e la modifica tocca una platea molto ampia di guidatori. Secondo QuiFinanza, l’effetto sarà una frequenza minore dei controlli medici.
Il confronto con le regole in vigore chiarisce la portata del cambiamento. Adesso si rinnova ogni 10 anni finché non si arriva a 50 anni, poi la validità scende a cinque anni, e così fino ai 70. Con la riforma, chi ha tra 50 e 65 anni resta con la patente decennale.
Per questa fascia sparisce la visita di conferma che oggi tocca ripetere ogni cinque anni. QuiFinanza segnala un risparmio diretto su tre fronti: il tempo perso, i costi delle visite ortopediche o medico-legali e la procedura burocratica. L’articolo non quantifica la spesa evitata, quindi una stima in euro non c’è.
Cambia poco, invece, dopo i 65. Da quel punto il calendario dei rinnovi si accorcia di nuovo, per tenere sotto controllo i requisiti psicofisici di chi guida. Tra 65 e 70 anni la validità è di 5 anni. Tra 70 e 80 anni si rinnova ogni tre anni. Oltre gli 80 anni la scadenza diventa biennale.
Gli scaglioni successivi restano dunque quelli di oggi. Il guadagno riguarda soltanto la fascia centrale, e per chi supera i 65 anni la riforma non porta sconti.
Resta fermo il capitolo delle sanzioni per chi guida con il documento scaduto, previsto dall’articolo 126. Scattano tre conseguenze: la multa, la patente che viene ritirata e il rischio che l’assicurazione eserciti il diritto di rivalsa in caso di incidente. La rivalsa significa che la compagnia, dopo aver risarcito i danni, può chiedere indietro il denaro al conducente.
Una precisazione serve a chi dimentica il portafoglio. Non c’è sanzione se manca il documento in versione fisica, purché si mostri alle forze dell’ordine la foto della patente oppure la versione digitale certificata sul telefono.
Un limite va detto con chiarezza: si parla di un disegno di legge, non di una norma già operativa. QuiFinanza non indica la data di entrata in vigore né i tempi dell’iter parlamentare. Finché il testo non viene approvato, le scadenze valide sono quelle attuali.
Chi ha tra 50 e 65 anni farebbe bene a controllare la data stampata sulla propria patente prima di prenotare una visita. Se la riforma passa, quella spesa potrebbe non servire più.
Secondo QuiFinanza, articolo di Emanuela Colatosti pubblicato mercoledì 14 ottobre 2026.