Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre le lancette tornano indietro di un’ora: alle 3 saranno di nuovo le 2. Il cambio ha un senso economico sempre più fragile, perché secondo Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, l’energia risparmiata grazie all’ora legale è circa la metà di vent’anni fa.

I dati li ha presentati la stessa Terna alla X Commissione della Camera, durante un’indagine conoscitiva sul doppio cambio stagionale, e li riprende Geopop. Nel 2006, tra marzo e ottobre, il sistema elettrico aveva consumato 645 GWh in meno. Nel 2025 la riduzione si è fermata a 310 GWh. Il calo supera il 50%.

Terna indica due cause principali. La prima è la diffusione dell’illuminazione LED, che ha tolto peso alla luce accesa nelle ore serali. La seconda riguarda i consumi estivi: i condizionatori e le ondate di calore più frequenti hanno cambiato l’andamento della domanda, e il vantaggio della luce in più la sera conta di meno.

Per il 2026 la stima è di 302 GWh risparmiati tra marzo e ottobre. Sembra tanto, ma equivale allo 0,10% dei consumi elettrici del Paese, che nel 2025 hanno raggiunto circa 311,3 TWh. Per le famiglie, basterebbe all’incirca per 115 mila nuclei in un anno. Il risparmio in bolletta, tra aprile e ottobre, vale 80 milioni di euro circa.

Terna ha poi confrontato tre scenari: il sistema attuale, l’ora solare fissa e l’ora legale fissa. L’analisi copre gli anni dal 2015 al 2026, e guarda avanti fino al 2030, considerando la crescita delle rinnovabili non programmabili. In tutti i casi la curva dei consumi più bassa è quella dell’ora legale permanente.

Con l’ora legale anche in inverno si aggiungerebbero 160 GWh all’anno, lo 0,05% dei consumi nazionali più o meno, per un totale di 462 GWh, lo 0,15%. Nel 2030 il guadagno extra scenderebbe a 153 GWh e il totale a circa 438 GWh. Terna lo valuta 100 milioni di euro circa, ricavati dal prezzo medio che paga una famiglia tipo, con i dati ARERA.

Va letto con scetticismo il confronto tra queste cifre e la discussione politica. Sono stime di un solo gestore, presentate in audizione, e anche lo scenario migliore vale meno di mezzo punto percentuale dei consumi. La Commissione ha giudicato superabile il cambio due volte l’anno, ma non ha scelto quale orario rendere permanente.

Quindi nulla cambia a breve. I dati di Terna e delle altre realtà ascoltate verranno esaminati nei prossimi mesi, e l’ora solare di questo fine settimana è confermata. Il passaggio all’ora legale è atteso il 28 marzo 2027.

Per chi ragiona sulla bolletta, il messaggio è semplice: il cambio d’ora non sposterà il conto di casa. Più utile controllare i consumi del climatizzatore e le offerte luce prima del prossimo inverno.

Dati di Terna presentati alla Camera, riportati da Geopop il 20 ottobre 2026.