Tata Motors ha aperto il 7 settembre l’offerta pubblica di acquisto su Iveco Group, il gruppo dei veicoli commerciali, e le adesioni restano possibili fino al 26 ottobre. Secondo i dati di Borsa Italiana riportati da Money.it, al 29 settembre hanno aderito 76.346.057 azioni, il 28,15% del capitale. Non è un risultato finale: l’offerta è ancora in corso e mancano 25 giorni alla chiusura.

Mercoledì 30 settembre l’azione Iveco passava di mano intorno a 14,275 euro, sopra i 14,10 euro offerti da Tata Motors. In un’operazione pagata in contanti il titolo di solito si avvicina al prezzo dell’offerta senza raggiungerlo, perché chi compra mette in conto il rischio che l’affare salti o slitti. Qui la Borsa prezzava più di quanto proposto, e la circostanza stupisce, con la scadenza ormai a quattro settimane.

Cosa significhi, lo dice la lettura di Money.it e non un dato ufficiale. Per la testata il mercato non sta dando per scontata l’adesione al prezzo di Tata Motors: c’è chi punta su un ritocco al rialzo, oppure ritiene che i veicoli commerciali valgano più di 14,10 euro. Nelle carte citate non compare alcun rilancio annunciato.

Anche la crescita delle adesioni merita una lettura prudente. Dal 7 all’11 settembre erano sotto lo 0,1%, poi a metà mese sono salite oltre il 27%. Money.it giudica compatibile con quel salto l’ingresso della quota di Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, che fin dal lancio aveva promesso in modo irrevocabile di aderire con tutta la sua partecipazione. Exor pesa il 43,19% dei voti in assemblea e il 27,06% delle azioni ordinarie. Da allora la crescita è lenta: 27,73% il 21 settembre, 27,89% il 24, 28,15% il 29. Se la lettura è corretta, gli altri azionisti hanno portato in adesione poco più dell’1%.

L’offerta vale 3,82 miliardi di euro e punta all’intero capitale, con l’uscita di Iveco da Euronext Milan. Per riuscirci serve il 95% di adesioni, soglia che scende all’80% qualora l’assemblea voti una fusione successiva all’offerta. Il board di Iveco ha ritenuto il prezzo adeguato sul piano finanziario, ma non ha pubblicato la valutazione di congruità né il nome dell’advisor che l’ha firmata. Chi legge non può quindi verificare su che basi sia stato giudicato adeguato.

Il perimetro è quello dei soli veicoli commerciali. La Difesa è già passata a Leonardo con un’operazione distinta, annunciata nel 2025, che valeva circa 1,7 miliardi. Una parte dei proventi è finita agli azionisti il 20 aprile 2026, con una cedola straordinaria di 5,7-5,8 euro ad azione.

Chi ha ancora azioni Iveco ha due strade, entrambe con un costo. Aderire garantisce 14,10 euro, ma il titolo ha già superato quel prezzo. Restare fuori può far sperare in un rilancio. Se però l’offerta si chiude come previsto, il rischio è un titolo poco scambiato o, oltre il 95%, la vendita forzata a 14,10 euro, salvo ritocchi. Il 26 ottobre è la data da segnare, e il prezzo di Borsa nelle prossime settimane dirà se qualcuno crede davvero a un rilancio.

Secondo Money.it (Ufficio Studi), articolo pubblicato il 30 settembre 2026, con dati di Borsa Italiana al 29 settembre.