Gens Aurea ha chiuso i primi sei mesi del 2026 con 826,3 milioni di euro di ricavi, il 130% in più rispetto ai 359,9 milioni registrati un anno prima. Il gruppo si definisce leader in Europa per l’acquisto e la vendita di preziosi e oro, e dallo scorso luglio è quotato su Euronext Milan. Come riporta Pambianco News, il consiglio di amministrazione ha approvato i conti al 30 giugno.
Un aumento del 130% è più di un raddoppio: i ricavi superano il doppio di quelli dell’anno prima. Il conto economico segue la stessa direzione. L’ebitda adjusted (il margine operativo lordo depurato dalle voci straordinarie) sale a 121,1 milioni, il 153% in più, e vale il 14,7% dei ricavi. L’utile netto cresce del 167% e arriva a 80,3 milioni.
Il margine lordo, invece, si ferma a un raddoppio preciso: 156,5 milioni, +100%. Cresce quindi meno dei ricavi, e infatti sul fatturato pesa il 18,9%, mentre un anno fa era il 21,8%. L’azienda lo presenta come una scelta commerciale. Con oltre 500 negozi, ha girato ai clienti una parte del rincaro dell’oro, pagando di più chi vende. Il dato è quello dichiarato dalla società, non una verifica indipendente.
Le spese di gestione, senza contare la merce acquistata, pesano il 4,9% sul fatturato; nel 2025 erano l’8,2%. Lo stipendio dei dipendenti pesa 20,9 milioni, rispetto ai 17,3 di dodici mesi fa. I volumi sono cresciuti molto più dei costi, ed è qui che nasce buona parte del miglioramento sull’utile.
Quasi tutto il giro d’affari viene dal buy-sell: il gruppo compra oro dai privati e lo rivende ai raffinatori europei. Questa attività vale 793,7 milioni, cioè il 96,2% delle vendite, ed è cresciuta del 138%. Per area geografica, l’Italia genera 558,8 milioni (+145%), la Spagna 162,5 milioni (+111%) e la Svizzera 87,7 milioni (+87%). Seguono Austria e Portogallo, sotto i 10 milioni ciascuna.
I negozi sono 560, ventisette più di fine 2025. La gestione diretta riguarda 483 punti, mentre 77 lavorano in franchising. Il gruppo ha annunciato lo scorso 22 settembre, con una spesa di 1 milione, l’apertura di cinque sedi nella Svizzera tedesca. L’obiettivo è avere venti sedi nell’area elvetica entro fine 2027, poi la Germania entro il 2028.
Passando ai conti di cassa, la liquidità sale a 138,4 milioni da 54,2. L’indebitamento netto di 19,4 milioni diventa una cassa netta di 32,8 milioni, nonostante 55 milioni di dividendi distribuiti prima della quotazione. L’amministratore delegato Fabio Godano ha detto che questo traguardo era previsto entro fine anno, e invece è arrivato a metà. Ora la società deve decidere come impiegare quella liquidità.
La guidance per il 2026 resta questa: ricavi intorno a 1,5 miliardi, utile netto adjusted superiore a 130 milioni e un ebitda adjusted che supera i 200 milioni. Con 826,3 milioni già incassati, per arrivare a 1,5 miliardi basta un secondo semestre più debole del primo. Il prezzo dell’oro e i volumi di vendita dei clienti decideranno se quella stima sia prudente.
Sul titolo pesa anche il flottante, al 10,27% dopo l’offerta, composta solo da azioni già esistenti vendute da Mattina Holding. Gli investitori legati al fondo Dvc Partners ne controllano l’89%. Per chi guarda l’azione, il prossimo appuntamento utile sono i conti del terzo trimestre: diranno se il margine lordo continua a scendere.
Dati della semestrale al 30 giugno 2026 di Gens Aurea, riportati da Pambianco News il 30 settembre 2026.