L’export italiano di occhiali, tra montature, lenti e occhiali da sole, ha superato di poco 2,7 miliardi di euro nel primo semestre del 2026. Il calo sui primi sei mesi del 2025 è del 2,7%. A pesare sul risultato è soprattutto il mercato statunitense, dove le vendite del comparto sono crollate di oltre un quarto.

Guardando ai singoli prodotti, gli occhiali da sole restano la voce più pesante con 1,81 miliardi di euro, in calo del 3,7%. Le montature si fermano invece a 830 milioni, giù dell’1,1%, mentre le lenti crescono del 6% fino a 68 milioni. Il calo del 2,7% riguarda quindi l’intero comparto nei sei mesi, non una sola linea di prodotto.

Il mese peggiore è stato gennaio, con un export sceso del 14,3% sul 2025. Nei mesi seguenti il divario si è ridotto passo dopo passo: -2,6% a febbraio, -1,9% a marzo, fino al ritorno in positivo di aprile con un +3%. A giugno il recupero arriva addirittura a +3,7%, favorevole per entrambe le categorie principali. Il primo trimestre da solo era stato molto più debole del semestre intero: -6,1% su gennaio-marzo 2025, contro il -2,7% finale.

Gli Stati Uniti restano il vero freno del settore. Verso quel mercato, gli occhiali da sole e le montature valgono ora 320 milioni di euro (il 25,1% in meno di un anno fa), un arretramento che vale più di 107 milioni di euro sui primi sei mesi dello scorso anno. Tolti gli Stati Uniti dal conto, il resto del mondo avrebbe fatto segnare una crescita nel semestre. L’intera area americana arretra del 20,1%, con il Nord America addirittura a -24,3%.

In Europa il quadro si ribalta: le esportazioni italiane salgono del 4,4%, con l’Unione europea a +3,7%. La Francia resta il primo mercato con circa 326 milioni di euro, in aumento dello 0,6%, seguita da una Germania in forte spinta (+7,1%) e da una Spagna a +3,5%. Tra i mercati dell’est cresciuti di più figurano la Polonia (+20,9%), la Croazia (+10,5%) e l’Ungheria (+10,4%), mentre il Portogallo segna un +13,4%.

L’Asia arretra nel complesso del 6%, con differenze enormi da un paese all’altro. Hong Kong vola a +72,9%, un dato che riflette più il suo ruolo di snodo commerciale regionale che la domanda locale reale. Tra chi frena figurano la Cina, ferma a -22,8%, gli Emirati Arabi Uniti, a -20,9%, e il Messico, a -20%: in parte per la maggiore cautela dei consumatori asiatici, in parte per le tensioni geopolitiche che pesano sui consumi in Medio Oriente.

Il mercato interno tiene meglio della media continentale. Le vendite del canale ottico italiano restano sopra quota 1,8 miliardi, con una crescita dello 0,3%, mentre nel resto d’Europa il retail ottico perde il 2,8%. Le lenti oftalmiche, che valgono oltre metà dell’intero mercato, salgono dell’1,5%; le progressive, nello specifico, guadagnano il 2,4% in valore.

La presidente di Anfao, l’associazione italiana dei produttori di occhiali, Lorraine Berton, ha collegato il risultato alla capacità delle imprese italiane di crescere fuori dagli Stati Uniti. Secondo Berton la diversificazione dei mercati è ormai una componente della competitività del settore, non più soltanto un’opzione da valutare.

Per chi lavora o investe nella filiera dell’occhialeria, il dato da seguire nei prossimi mesi resta quello sulle vendite verso gli Stati Uniti. Se il miglioramento partito ad aprile prosegue anche in autunno, il bilancio dell’anno potrebbe chiudersi meno negativo di quanto suggerisce ancora il dato di metà anno.

Dati riportati ieri, lunedì 28 settembre, da Pambianco News sulla base dell’elaborazione di Anfao.