Giovedì 22 ottobre a Roma ha aperto Node, il centro di ricerca di Nextchem, che fa capo al gruppo Maire. L’investimento è di circa 45 milioni. La sede è nella Tiburtina Valley e lavorerà su recupero di materiali, idrogeno verde e anche combustibili sostenibili. Lo ha riportato Soldionline, citando l’ANSA.
L’idea è coprire il passaggio che spesso fa fallire un’innovazione: una tecnologia funziona in laboratorio, ma nessuno sa se regge su scala industriale. Node unisce laboratori, impianti pilota e ricerca applicata per misurare consumi, resa e qualità del prodotto prima di investire in una fabbrica vera.
Node occupa più di 6mila metri quadrati. Di questi, circa 1.500 sono riservati ai laboratori, mentre le postazioni per gli impianti pilota semi-industriali sono 15. Una postazione serve a provare un processo in condizioni vicine a quelle reali, compresa la compatibilità con gli impianti già esistenti.
Tre filiere guidano il programma. L’idrogeno verde si ottiene con elettricità da fonti rinnovabili e punta a emettere meno del metodo classico. I combustibili sostenibili sostituiscono quelli fossili dove elettrificare è difficile. Il recupero di risorse rimette in circolo materiali e materie prime, con meno sprechi e meno dipendenza dall’estero.
Sul fronte del lavoro, Al lavoro ci saranno circa 100 professionisti, e si stima un indotto di 300 addetti. Sono numeri annunciati dall’azienda, senza una tempistica per le assunzioni e senza indicare quanti siano posti nuovi.
Il centro non è un caso isolato. Fa parte di una rete di sei sedi di ricerca, in Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Italia. Gli investimenti complessivi sfiorano i 125 milioni, con 250 persone dedicate alla ricerca. Node pesa quindi per più di un terzo della spesa complessiva.
Al taglio del nastro erano presenti Matteo Piantedosi e Adolfo Urso per il governo, Francesco Rocca per la Regione Lazio e Roberto Gualtieri per il Campidoglio. Fabrizio Di Amato, fondatore di Maire, ha parlato del sogno di una nuova Montecatini, evocando la storia della chimica nazionale. Fabio Fritelli, alla guida di Nextchem, ha spiegato che le tecnologie nate qui sono pensate per clienti in tutto il mondo.
Urso ha indicato due priorità: i nuovi materiali e le materie prime critiche, da recuperare invece di importarle. Piantedosi ha invece legato il centro alla sicurezza nazionale, definendolo un’eccellenza per la ricerca energetica. C’è anche un valore simbolico: la storia di Maire è cominciata quarant’anni fa su quella stessa strada, via di Vannina.
Restano però dei vuoti. Né Nextchem né Soldionline hanno comunicato quali progetti entreranno per primi nei laboratori, né se i risultati porteranno a impianti commerciali in Italia. Senza questi dettagli, i 45 milioni restano un investimento in capacità di prova, non ancora in produzione.
Per chi segue il settore, il segnale da cercare nei prossimi mesi è l’elenco dei primi processi collaudati nelle 15 postazioni. Quando arriverà il primo accordo con un cliente industriale, si capirà se Node funziona davvero da ponte tra ricerca e mercato.
Soldionline, 22 ottobre 2026, con notizia ripresa dall’ANSA.