Newcleo ha aperto a Chusclan, in Occitania, un centro da 10 milioni di euro dedicato al combustibile nucleare. L’inaugurazione è di giovedì 15 ottobre. Si chiama Faster ed è un laboratorio dove collaudare le tecnologie per produrre il MOX, non una fabbrica. Lo riporta Forbes Italia.
Il centro lavora senza materiali nucleari. I team dell’azienda trasformano le idee in modelli sperimentali e prototipi, li mettono alla prova in condizioni simili a quelle operative e li correggono passo dopo passo. L’approccio è quello del “test and learn”: si prova, si sbaglia in un ambiente protetto, si migliora.
Per ora funzionano sette impianti di prova, e altri sono in sviluppo. Riproducono le fasi più delicate della lavorazione: dosare le polveri, spostare le pastiglie di combustibile, assemblare e decontaminare le barrette, ispezionare le pastiglie, riempire con elio. C’è anche la prova di ergonomia delle glovebox, le scatole a guanti in cui gli operatori maneggiano i materiali.
Il MOX è un combustibile ottenuto mescolando ossidi di plutonio e di uranio, e nei reattori commerciali si usa da decenni. Newcleo costruisce reattori modulari di nuova generazione e conta circa un centinaio di ingegneri e specialisti. Vuole produrlo per i suoi reattori veloci a raffreddamento al piombo. L’idea è di venderlo anche ad altri operatori, ma per ora è una possibilità.
Il vantaggio, secondo l’azienda, sta nel riciclo. Nei reattori veloci il MOX può essere riutilizzato più volte in un ciclo chiuso, e questo permette di ricavare più energia con lo stesso uranio naturale. Sempre secondo newcleo, calano anche volume e radioattività dei rifiuti. Sono dichiarazioni della società, e nessun dato indipendente accompagna l’annuncio.
Il fondatore e amministratore delegato Stefano Buono dice che Faster abbassa molto i rischi del programma MOX e accelera la strada verso l’industrializzazione, sia francese sia statunitense. Il centro, aggiunge, dimostra il modello di sviluppo dell’azienda: persone qualificate, macchinari veri e partner industriali.
La fabbrica vera non esiste ancora. Newcleo ha proposto un impianto per il MOX nel dipartimento dell’Aube, vicino a Nogent-sur-Seine, destinato ai futuri reattori europei. A luglio 2026 l’autorità francese di sicurezza nucleare ha giudicato nel complesso soddisfacenti le opzioni di sicurezza proposte, con indicazioni per proseguire. La richiesta del permesso di costruire è prevista, ma non risulta ancora presentata, e una data non è stata comunicata.
Sul fronte americano l’azienda è in contatto con la Nuclear Regulatory Commission, che approva la sicurezza degli impianti nucleari negli Stati Uniti. Newcleo vuole usare le osservazioni dell’autorità francese per rendere più efficiente il proprio percorso di autorizzazione oltreoceano.
Per chi segue il dossier, il passaggio da guardare è la richiesta di costruzione per l’impianto dell’Aube. Faster abbassa il rischio tecnico, ma i 10 milioni spesi non dicono nulla su quando uscirà il primo combustibile.
Secondo Forbes Italia, articolo di Giulia Zamponi pubblicato il 15 ottobre 2026.