Il governo mette mano al Codice della Strada con una riforma pensata per chi guida auto e moto: cambia il modo in cui vengono calcolate le multe. Il testo, ancora in fase di bozza, prevede che l’importo della sanzione non sia più un valore fisso e identico per tutti, e vari in base alla condotta di chi guida. Chi rispetta le regole potrà ottenere una riduzione fino alla metà della cifra prevista, mentre chi accumula infrazioni o si mette al volante in modo pericoloso rischia un aumento capace, nelle situazioni più serie, di raddoppiare il conto finale.
Il meccanismo prende spunto dal diritto penale, dove le circostanze del reato influenzano la pena. Già adesso capita che chi causa un sinistro, o che viene controllato nelle ore notturne, si veda recapitare una sanzione più salata: con la riforma questo criterio smetterebbe di essere un’eccezione e diventerebbe la base di calcolo per quasi ogni verbale. Cambia anche il numero delle voci sanzionatorie, che passerebbero dalle attuali 82 a sole 21, con cifre arrotondate a multipli di cinque o dieci euro per rendere i verbali più leggibili.
Gli aumenti procedono per gradini, proporzionati alla gravità del comportamento. Un primo scaglione, cioè il 10% in più, riguarda alcune infrazioni commesse in autostrada, chi si trova con meno di 20 punti residui sulla patente e la recidiva entro cinque anni. Rientrano nella stessa fascia anche alcuni comportamenti dei neopatentati, oltre ai conducenti di veicoli sopra i 150 kw di potenza, di autobus o di mezzi pesanti. Mettersi in marcia dopo avere bevuto alcolici o assunto droghe, oppure provocare danni al manto stradale con la propria guida, fa salire la maggiorazione al 20%. La soglia si sposta al 30% quando l’infrazione causa un incidente senza feriti, quando si prosegue alla guida pur avendo azzerato i punti sulla patente, oppure nel caso di trasporto di merci pericolose. Un ulteriore scalino, il 50%, si applica a chi guida con patente sospesa, documenti falsi, senza targa regolare, oppure con un mezzo già sottoposto a sequestro. L’aggravante più pesante, quella che porta al raddoppio della sanzione, riguarda chi guida un veicolo pur non avendo mai conseguito la patente.
Sul fronte opposto, la bozza introduce sconti fino al 50%. La novità principale riguarda i motociclisti: indossare determinati dispositivi di protezione potrebbe valere una riduzione della sanzione, un criterio che premia l’attenzione alla sicurezza oltre al semplice rispetto della norma violata. Sopravvive inoltre la riduzione del 30% già in vigore, riconosciuta a chi paga la sanzione entro il quinto giorno dalla notifica, purché non siano previste sanzioni accessorie.
Secondo quanto riportato da Panorama, quella attuale resta una proposta, non un testo definitivo. Fino al 13 settembre le associazioni di categoria potranno inviare le loro osservazioni; il ministero avrà poi un mese circa per mettere a punto la versione finale, con l’approvazione fissata entro il 14 ottobre. Resta un nodo pratico da sciogliere: nella maggior parte dei controlli toccherà all’agente, sul posto, decidere se far scattare una maggiorazione o uno sconto. In altri casi sarà invece il conducente a dover dimostrare, una volta ricevuto il verbale, di avere diritto alla riduzione.
Chi guida spesso un’auto molto potente, un mezzo pesante, o ha già pochi punti sulla patente dovrebbe considerare che le prossime infrazioni potrebbero pesare più del previsto: conviene controllare fin da ora il saldo punti e, per chi va in moto, valutare l’acquisto di protezioni omologate prima che il nuovo sistema di sconti e maggiorazioni diventi operativo.
Dati e dettagli della bozza riportati da Panorama in un articolo di Cristina Colli pubblicato il 2 settembre 2026.