Il board di Mps si riunisce lunedì 12 ottobre per una seduta straordinaria, convocata per il pomeriggio. Il motivo è lo scenario nuovo creato da due fatti: Intesa Sanpaolo ha ritoccato la propria Opas, e un gruppo di soci si sarebbe già schierato sulla direzione che la banca dovrà prendere. La notizia arriva dall’ANSA, ripresa da Soldionline nella serata di domenica.
L’Opas è un’offerta pubblica che unisce acquisto e scambio. Chi la lancia tenta di rilevare una società proponendo ai suoi azionisti denaro, azioni o un mix dei due. Intesa ha quindi cambiato i termini della propria proposta su Mps. Quali siano le nuove condizioni economiche non è stato indicato, e per ora non si può dire di quanto sia migliorata l’offerta.
Il secondo fatto riguarda gli azionisti. Secondo fonti finanziarie citate dall’ANSA, è emerso un blocco di soci che rappresenta più di un terzo del capitale del Monte. Questi soci avrebbero manifestato l’intenzione di respingere il piano alternativo preparato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio. I loro nomi non sono stati resi noti, e il condizionale resta d’obbligo finché nessuno conferma.
Il piano di Lovaglio ha due pilastri. Il primo è una doppia Ops, cioè un’offerta pubblica di scambio, dove di solito si paga con azioni, rivolta a Banco Bpm e a Banca Generali. Il secondo è un dividendo straordinario da 4 miliardi di euro per i soci di Mps. Sono due mosse che cambierebbero la banca, e per questo il confronto con Intesa è anche uno scontro tra due strade diverse.
Il cda di lunedì servirà a fare il punto sulle ricadute industriali e finanziarie della situazione che si è creata. Da un lato c’è il rilancio di Intesa. Dall’altro c’è la posizione dei soci che, stando a quanto si dice, vogliono bocciare la linea tracciata dal vertice. Un dato resta da chiarire in riunione: Lovaglio presenterà contromisure per resistere alla mossa di Intesa?
La domanda conta perché, in operazioni di questo tipo, il consiglio può esprimere un giudizio sull’offerta e sui piani alternativi. Il peso degli azionisti, però, può risultare decisivo. Un gruppo che supera un terzo del capitale non è una minoranza trascurabile, e la sua posizione può spostare l’esito più di qualsiasi valutazione del board.
Va detto anche quello che manca. Finora non risultano documenti pubblici sul blocco di soci, e le indicazioni sul suo orientamento arrivano da persone non nominate. Lo stesso vale per le intenzioni di Lovaglio: nessuna contromisura è stata annunciata, solo attesa.
Per chi ha azioni Mps o segue il titolo, il passaggio da guardare è l’esito della riunione di lunedì. Se emergono contromisure, il confronto con Intesa entra nel vivo; se non emergono, a pesare sarà soprattutto la posizione dei soci.
Notizia ripresa da Soldionline l’11 ottobre 2026 su informazioni dell’ANSA.