Giovedì 29 ottobre i soci della banca senese Monte dei Paschi sono chiamati in assemblea straordinaria. All’ordine del giorno ci sono le due offerte pubbliche di scambio lanciate dal Monte, una su Banco BPM e l’altra su Banca Generali. L’incontro è in calendario tra quasi un mese e nessuna delle due operazioni è stata approvata. Il consiglio di amministrazione ha intanto pubblicato la relazione per i soci, con una serie di rassicurazioni.
Nessuna chiusura di filiali è la promessa più netta. Secondo il documento, il consiglio non prevede di chiudere sportelli di Banco BPM per effetto dell’operazione, né ripercussioni sull’organico della sede milanese di piazza Meda. Fanno eccezione gli eventuali interventi chiesti dall’antitrust, che il Monte giudica limitati perché le due reti si completano a vicenda.
Sono però dichiarazioni dell’offerente, non impegni vincolanti. La relazione descrive l’unione con BPM come un’opportunità industriale e strategica; il giudizio sul valore dell’operazione arriva dalla stessa banca che la propone, senza una verifica indipendente.
Il secondo punto riguarda la quotazione. MPS precisa che le offerte non portano necessariamente all’uscita dal listino dei titoli Banco BPM e dei titoli Banca Generali. Il gruppo dice di voler cercare formule di governo societario che riflettano il peso delle diverse realtà, anche se i titoli restassero in Borsa. L’obiettivo dichiarato è semplificare l’assetto e accelerare l’integrazione.
Su Banca Generali il Monte parla di una logica di aggiunta: la banca diventerebbe il centro del polo di gestione dei patrimoni del gruppo, mantenendo piena autonomia commerciale. Per i consulenti finanziari la relazione scrive che non sono previsti interventi di razionalizzazione delle reti. Anche questa è una intenzione, scritta prima del voto.
Il giorno prima della pubblicazione, mercoledì 30 settembre, l’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha parlato a Bloomberg TV. Ha detto che l’assemblea non sarà un referendum tra i progetti di MPS e l’offerta pubblica di acquisto e scambio che Intesa Sanpaolo ha lanciato sul Monte. Gli azionisti, nella sua lettura, dovranno scegliere tra due progetti sul tavolo.
Sul sostegno dei due soci principali, Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone, il manager si è detto fiducioso. Ha aggiunto di credere che entrambi vedranno il valore dell’operazione. Nessuno dei due ha però espresso una posizione, almeno secondo quanto riportato da Money.it.
Il nodo più difficile resta Banco BPM. I suoi azionisti di maggioranza, il gruppo francese Crédit Agricole, hanno già respinto l’offerta di MPS. Lovaglio dice di aspettarsi che cambino idea, ma il resoconto non riferisce alcun segnale in questa direzione.
Per chi ha in portafoglio azioni di Intesa Sanpaolo, MPS, Banca Generali o Banco BPM, il 29 ottobre è la data da segnare. Fino ad allora le promesse del consiglio vanno lette come intenzioni, e i prezzi dei quattro titoli possono muoversi sulle indiscrezioni più che sui fatti.
Secondo Money.it, articolo di Laura Naka Antonelli pubblicato mercoledì 30 settembre 2026.