Il Parlamento è entrato in pausa estiva. Al ministero dell’Economia, però, il lavoro sulla prossima manovra è già iniziato. Secondo le prime anticipazioni raccolte da Money.it, la prossima manovra, l’ultima legge di Bilancio della legislatura, punterà a più margini di spesa. La leva sarebbe una: sfruttare le regole europee su difesa ed energia.

Al centro della strategia c’è la clausola di salvaguardia europea. È lo strumento che permette a un Paese di scorporare dal calcolo del deficit alcune spese per la difesa e l’energia, restando dentro il nuovo Patto di stabilità. Il Tesoro stima di poter liberare fino a 35 miliardi di euro complessivi entro il 2028. Non tutte disponibili subito: 7 andrebbero all’energia, 5 alla difesa, il resto degli investimenti militari slitterebbe al periodo successivo. Tutto dipende però dal deficit. L’Italia dovrà restare stabilmente sotto il 3% per uscire dalla procedura europea aperta su questo fronte.

La prima voce da coprire resta la conferma del taglio al cuneo fiscale, la misura che dal 2020 alza lo stipendio netto dei dipendenti senza aumentare il costo per le aziende. Solo dopo aver messo in sicurezza questo bonus il governo potrà valutare interventi aggiuntivi sull’Irpef.

Tra le proposte più discusse c’è l’allargamento del secondo scaglione Irpef, sostenuto da Forza Italia e da Maurizio Leo, viceministro dell’Economia. L’idea è portare da 50.000 a 60.000 euro la soglia sopra cui scatta l’aliquota del 43%, così che quella fascia di reddito resti tassata al 33%. Con 52.000 euro di reddito il vantaggio salirebbe a circa 200 euro annui. Chi supera i 60.000 arriverebbe a un risparmio di 1.000 euro. Complessivamente la misura costerebbe intorno ai 3 miliardi di euro allo Stato.

Anche il salario natalizio è nel mirino. Forza Italia rilancia l’idea di un’aliquota agevolata unica per la tredicesima, indicativamente al 15%, al posto delle aliquote Irpef ordinarie che oggi si applicano allo stipendio dei lavoratori dipendenti.

Sul dossier pensioni, le pressioni più forti arrivano dalla Lega. Il partito chiede di congelare, per il 2027, l’incremento mensile dell’età di uscita legato all’aspettativa di vita. Vuole portare al 2028 i restanti tre mesi di adeguamento previsti dalla norma. Un’altra richiesta della Lega riguarda chi era già al lavoro prima del 1996. Estendere a questa platea la pensione anticipata contributiva potrebbe far scendere l’età minima di uscita a 64 anni, con un requisito di almeno 20 anni di versamenti contributivi. La condizione è che l’assegno raggiunga il triplo dell’Assegno sociale, con una soglia più bassa per le madri con figli.

Per la sanità, il titolare del dicastero della Salute, Orazio Schillaci, punterebbe a un aumento di quasi 5 miliardi di euro. Lo scenario più concreto, però, si aggirerebbe tra 2 e 3 miliardi aggiuntivi, sopra al miliardo già stanziato per il 2027.

La sicurezza è un altro fronte aperto. La manovra dovrà tradurre in fondi gli impegni assunti con il contratto 2025-2027 firmato per il comparto Difesa e Sicurezza, riconoscendo economicamente la specificità di chi lavora in divisa. Un tavolo interministeriale, dedicato alla previdenza di categoria, dovrebbe nascere entro i primi 90 giorni dopo la firma del contratto. L’obiettivo è attenuare le penalizzazioni che il sistema contributivo genera su questo personale.

Restano sul tavolo di Forza Italia anche altre misure. Tra queste, la riduzione o l’eliminazione del bollo su auto e moto. C’è anche l’idea di far scaricare subito le spese sanitarie, senza aspettare la dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. C’è poi un pacchetto per i giovani imprenditori: zero tasse per le start-up nei primi cinque anni dall’avvio, con incentivi per chi le finanzia o assume personale. Per gli under 36 che lasciano casa per andare in affitto, l’Iva sui contratti firmati in modo diretto con le imprese edili potrebbe scendere dal 10% al 5%. Il vantaggio riguarderebbe però solo quella fetta di mercato.

Per ora il testo della manovra 2027 resta un insieme di richieste politiche. I partiti di maggioranza dovranno sintetizzarle nelle prossime settimane. La coalizione punta a una manovra tra i 30 e i 40 miliardi, una cifra difficilmente compatibile con i margini reali indicati dal Tesoro. Per chi ha ricavi o busta paga in bilico tra le vecchie e le nuove soglie annunciate, conviene seguire da vicino la trattativa politica dei prossimi mesi. Meglio non dare per acquisito un beneficio che resta, per ora, solo sulla carta.

Anticipazioni raccolte da Money.it in un articolo di Simone Micocci, pubblicato il 6 agosto 2026.