Da gennaio le dieci maggiori società quotate dell’alta gamma hanno visto sfumare 350 miliardi di dollari di valore, circa 300 miliardi di euro. Il calcolo è dell’agenzia Reuters, ripreso da Pambianco. Il dato racconta un settore che ha smesso di crescere nel suo segmento più ricco.
A pesare è soprattutto la moda con pelletteria. Martedì 13 ottobre Lvmh ha presentato la trimestrale: la divisione Fashion & Leather Goods risulta quella più colpita dal calo dei consumi. Per i prossimi conti degli altri gruppi quotati non si attendono aumenti, tranne che per la gioielleria.
Lvmh è la più colpita tra i grandi nomi. Le sue azioni hanno perso il 40% e il valore in Borsa, ora di 190 miliardi di euro, è sceso ancora. Un mese fa, quando L’Oréal l’ha superata come società più capitalizzata, stava a 202 miliardi, mentre il gruppo della cosmetica era sopra i 203 miliardi a metà settembre. Anche il patrimonio di Bernard Arnault, al vertice del gruppo, ha pagato: dai 278 miliardi di dollari stimati nel 2025 ai 171 previsti per quest’anno.
Gli altri due grandi marchi europei vanno male per ragioni diverse. Hermès ha ceduto il 38%. Pesa la Cina, ma anche il fatto che il titolo era partito con multipli più alti dei rivali: quando le vendite hanno rallentato, le grandi banche d’affari hanno tagliato i giudizi. Qualche analista teme poi che la produzione cresciuta troppo, tra accessori minori e pelletteria senza quote, intacchi la scarsità che giustifica i prezzi. Il modello diventerebbe più ciclico e fragile in recessione.
Kering ha perso il 30%. Qui incide anche l’ampio piano di rilancio del gruppo. Sommando Richemont, Kering, Hermès e Lvmh, la capitalizzazione dei quattro è quasi dimezzata rispetto ai livelli toccati attorno al 2024.
Richemont fa storia a sé. Il titolo cede da gennaio fra lo 0,6 e l’1,1%. A ottobre il gruppo vale, in franchi svizzeri, 101,89 miliardi: all’incirca 108 miliardi in euro. La tenuta si spiega con la gioielleria di alta gamma, che finora ha sentito meno il rallentamento dei consumi e della Cina rispetto ad abiti e borse.
Prada, non inclusa nell’analisi di Reuters, perde una quota compresa fra 15 e 17 per cento. Gli analisti segnalano però un rischio per il terzo trimestre: la crescita è arrivata grazie a Miu Miu, che ha una domanda forte, e potrebbe fermarsi per la prima volta. Il gruppo è meno esposto agli Stati Uniti, dove il boom potrebbe a sua volta rallentare.
Un limite del quadro: i 350 miliardi sono una stima aggregata di Reuters e non sappiamo quali dieci società la compongano. Il confronto tra Lvmh e L’Oréal, invece, poggia su valori di Borsa che chiunque può verificare.
Per chi investe in questi titoli, le prossime settimane sono decisive. Contano i conti degli altri big del settore: se arriveranno segnali di tenuta in Cina, il ribasso potrebbe fermarsi, altrimenti la distanza con la gioielleria crescerà.
Pambianco News, 14 ottobre 2026, che cita una stima dell’agenzia Reuters.