Nel Lazio ha un impiego il 68,9% dei giovani di età compresa fra 25 e 34 anni, mezzo punto sopra il 68,4% dell’Italia intera. Lo indicano i dati di AstraRicerche, che rielabora numeri Istat, presentati all’assemblea di Manageritalia Lazio e raccontati da Adnkronos. La regione produce valore, ma per ora questo non si trasforma in abbastanza posti per chi è all’inizio della carriera.
Fra gli stessi giovani, i senza lavoro sono il 9,4%, mentre in Italia sono il 9,5%. Sulla carta il Lazio è allineato al resto del paese. Nella classifica delle regioni, però, occupa soltanto il dodicesimo posto.
La produttività è alta, soprattutto nei servizi. Il valore aggiunto per ogni occupato, cioè la ricchezza che genera in media chi lavora, ha un indice di 106 sull’intera economia regionale. È il sesto più alto d’Italia. Nel terziario di mercato, senza contare l’immobiliare, arriva a 110: meglio fanno solo Trento, Bolzano e la Lombardia. Il calcolo include anche chi raggiunge Roma ogni giorno da fuori provincia.
Dentro la regione le differenze sono nette. Roma ha l’occupazione giovanile più alta del Lazio, ma tra le province italiane è appena sessantatreesima. Sul valore aggiunto per addetto è quattordicesima, con 110, mentre nel terziario di mercato sale al quinto posto con 116. Il resto del territorio sta molto più indietro: Viterbo e Frosinone hanno 80, Rieti e Latina 75.
Viterbo è l’unica provincia citata sopra la media nazionale: ha il 69,6% di occupati e occupa la posizione numero 64. Rieti si ferma al 65,2%, Latina al 63,8% e Frosinone al 61,3%.
La disoccupazione dei giovani segue la stessa geografia. Roma ha il dato migliore, l’8,8%, sotto la media italiana. Viterbo sale al 10,3%, Latina e Frosinone all’11,2%, Rieti al 12,5%, il livello più alto della regione.
Il presidente di Manageritalia Lazio, Tommaso Saso, legge il divario come un problema di organizzazione delle imprese. Secondo lui il territorio sa generare valore, ma non offre ancora abbastanza opportunità ai giovani. La sua proposta passa da formazione, innovazione e più competenze manageriali, per costruire aziende capaci di attrarre talenti. A parlare è però l’associazione dei dirigenti: la tesi che servano più manager viene da chi i manager li rappresenta.
Qualche numero aiuta a misurare il punto. Nel Lazio lavorano 21.365 manager, su un totale italiano di 133.701. Nelle imprese della regione ci sono 1,4 dirigenti per ogni 100 occupati, contro lo 0,9 della media nazionale. In Francia e in Spagna il rapporto va dal 2 al 3 per cento. Il Lazio sta quindi sopra l’Italia, ma lontano dai due paesi europei usati come confronto. I dati non dicono se più dirigenti porterebbero davvero più assunzioni di giovani.
All’assemblea si è parlato anche di pensioni, con una tavola rotonda su previdenza e previdenza complementare. Sono intervenuti Vincenzo Liso, alla guida del Fondo Mario Negri, il segretario generale di Manageritalia, Massimo Fiaschi, e Paolo Daprelà, che dirige il patronato 50&Più Enasco.
Per un giovane che cerca lavoro nel Lazio, la provincia pesa quanto il settore: fuori da Roma la ricchezza prodotta da ogni occupato resta tra 75 e 80. Il prossimo aggiornamento Istat dirà se questo divario territoriale si sta riducendo.
Secondo Adnkronos, i dati di AstraRicerche su elaborazione Istat sono stati presentati all’assemblea di Manageritalia Lazio, a Palazzo Sturzo dell’Eur.