Il 7 febbraio Christine Lagarde abbandonerà la guida della Banca centrale europea, dopo più di sette anni e con oltre sei mesi di anticipo sulla fine naturale del mandato. L’annuncio è arrivato da António Costa, presidente del Consiglio europeo, e lo riporta Forbes Italia nell’articolo di giovedì 29 ottobre.
Lo stesso giorno il Consiglio direttivo ha tenuto i tassi al 2,50%, come previsto. Le due notizie si sono sovrapposte nella conferenza stampa che ha chiuso la riunione.
Lagarde ha diffuso un videomessaggio sui social: ha spiegato di aver avvisato i colleghi che decidono sulla politica monetaria, oltre al personale dell’istituto. Ha definito un privilegio il servizio svolto. Davanti ai giornalisti ha poi assicurato continuità: la ricerca del successore è già partita e, a suo dire, i candidati validi sono numerosi. L’istituzione, ha aggiunto, non ha decisioni lasciate in sospeso.
Il motivo dell’addio anticipato non è stato dichiarato. Forbes Italia avanza un’ipotesi che passa da Emmanuel Macron. A scegliere il prossimo presidente della Bce sarà il Consiglio europeo, dove siede anche il capo dello Stato francese. Con una partenza a febbraio, Macron parteciperebbe alla nomina prima che all’Eliseo arrivi un nuovo inquilino, e tra i possibili c’è Marine Le Pen. Resta un’interpretazione della testata, non un fatto confermato.
Sul dopo Bce circola un’altra indiscrezione. Secondo Reuters, Lagarde potrebbe passare a Ginevra, al vertice del World Economic Forum. Il board dell’organizzazione potrebbe esprimersi sulla sua nomina già nella riunione della settimana dopo. Per ora non ci sono dichiarazioni ufficiali a sostegno di questa pista.
Per la successione, Forbes Italia indica tra i nomi principali Pablo Hernández de Cos, che ha guidato la banca centrale spagnola, e Klaas Knot, ex governatore di quella olandese. La procedura segue le regole del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e, stando alla testata, è partita giovedì.
Il mandato di Lagarde è stato attraversato dalla pandemia, da una guerra alle porte dell’Europa, dalle crisi energetiche e dall’inflazione. Su questo sfondo la Bce ha deciso di non toccare i tassi, evitando un rialzo. La Federal Reserve, mercoledì 28 ottobre, aveva lasciato invariati i propri, poco prima delle elezioni americane di metà mandato.
Un rialzo resta possibile dopo la riunione di dicembre. Dipenderà dai prezzi dell’energia: se spingeranno di nuovo l’inflazione, la Bce potrebbe dover intervenire.
Le date da segnare sono due: la riunione di dicembre, che dirà se i tassi restano al 2,50%, e la scelta del successore di Lagarde.
Forbes Italia, articolo di Filippo Fusari pubblicato giovedì 29 ottobre 2026.