Intesa Sanpaolo ha guadagnato 8,2 miliardi netti tra gennaio e settembre 2026 e ha migliorato le previsioni per l’anno. Il gruppo guidato da Carlo Messina stima ora un risultato superiore ai 10 miliardi, senza indicare una cifra più precisa. Un anno prima, nello stesso arco di tempo, l’utile era stato di 7,6 miliardi.
Il terzo trimestre racconta però una storia meno brillante. L’utile è stato di 2,6 miliardi, un po’ meno dei 2,8 del trimestre precedente. Anche i ricavi hanno rallentato: 6,9 miliardi, contro i 7,4 del periodo di confronto indicato da Forbes Italia.
Sull’intero periodo, invece, i ricavi netti crescono del 5% e arrivano a 21,5 miliardi. A spingerli sono tre voci: gli interessi netti (+2,3%), le commissioni (+5,2%) e l’attività assicurativa (+5,8%). Scendono invece i costi operativi dell’1,3%, e il rapporto tra costi e ricavi sta al 36,7%. Significa che la banca spende meno di 37 centesimi per ogni euro incassato.
Sulla solidità patrimoniale, l’indice Common Equity Tier 1 (il principale indicatore di robustezza del capitale) è al 13,1% al 30 settembre, dopo aver messo da parte quanto maturato per gli azionisti. Sale al 13,8% se si conta il beneficio delle imposte differite attive. Sulla qualità dei prestiti, la banca parla di costo del rischio contenuto e di sofferenze quasi azzerate.
Per i soci il dato che pesa di più è il pagamento. Il consiglio di amministrazione ha deliberato per il 2026 un acconto sul dividendo: 3,813 miliardi in totale, con 22 centesimi per ogni azione, al lordo delle tasse. Lo stacco della cedola è il 23 novembre, la data di registrazione il 24 e il pagamento il 25 novembre 2026. Sui prezzi di Borsa di lunedì 2 novembre, l’acconto vale un rendimento del 3,7%.
La politica di remunerazione resta generosa: per il 2026 Intesa prevede di restituire agli azionisti il 95% dell’utile, il 75% in dividendi in contanti e il 20% in riacquisti di azioni proprie. Chi ha il titolo da tempo incassa quindi una quota molto alta di ciò che la banca guadagna.
Alcune cautele servono. Le stime sull’utile, i ricavi in crescita e gli interessi netti “ben oltre 15 miliardi” sono previsioni della banca stessa, non verificate da terzi. Il testo di Forbes Italia non spiega su quali ipotesi di tassi si fondino. Il calo degli interessi netti e delle commissioni nel trimestre, inoltre, mostra che il margine di crescita non è lineare.
Il gruppo investe anche in tecnologia: 33 progetti di intelligenza artificiale avviati e il 71% delle applicazioni già in cloud. Sul fronte commerciale ha portato la rete dei consulenti Global Advisor a circa 2.550 persone mentre Isybank conta circa 1,3 milioni di correntisti.
Per chi ha azioni Intesa in portafoglio, le date da segnare sono il 23 novembre per lo stacco e il 25 per l’accredito. Il prossimo test sarà il bilancio di fine anno: dirà se l’utile arriva davvero oltre i 10 miliardi promessi.
Secondo Forbes Italia, i risultati dei primi nove mesi e le nuove previsioni sono stati comunicati da Intesa Sanpaolo il 3 novembre 2026.