Intesa Sanpaolo ha presentato giovedì 8 ottobre a Milano un piano di finanziamenti nuovi da 20 miliardi, rivolto a negozi, botteghe artigiane e attività turistiche di dimensioni ridotte. Nel pacchetto rientra anche lo stop alle commissioni su gli incassi fino a 20 euro passati sul Pos fisico. A raccontarlo è Forbes.it, che attribuisce l’iniziativa alla Divisione Banca dei Territori.

La banca stima un aiuto fino a 100 milioni, spalmato su 14 mesi, per chi vende al dettaglio. Sul solo fronte Pos, il risparmio medio dichiarato è di 450 euro per negozio. Intesa calcola ogni anno 3 miliardi di transazioni circa, con 40 miliardi di euro movimentati. Sono tutte stime della banca, non dati verificati da terzi.

Sul credito, la novità si chiama Prima rata zero. Riguarda le imprese associate e le linee fino a 50mila euro: Intesa paga gli interessi sulla rata iniziale e di quelli maturati a fine 2027 e a fine 2028. Il vantaggio stimato è di 600 euro ciascuna, una cifra modesta rispetto al valore dei prestiti coperti.

C’è poi la Formula flessibilità. Permette di fermare la parte di capitale nelle rate dei finanziamenti già in corso e di allungarne la durata. Il sollievo sul flusso di cassa è immediato. Allungare un prestito, però, di norma significa pagare interessi più a lungo, quindi il conto finale va fatto caso per caso.

Tra i clienti della Divisione, la banca guarda a circa 800mila imprese. Sono una frazione di un universo molto più ampio, con 4,4 milioni e più di microimprese, cioè il 95% di quelle italiane. Impiegano circa 7,5 milioni di persone, cioè la quota del 41% degli occupati, mentre producono un quarto del valore aggiunto.

Stefano Barrese, responsabile della Divisione, ha spiegato che questo mondo soffre per la spinta dei costi. Per questo, ha detto, servivano misure che aiutassero reddito e flussi di cassa e non solo l’accesso al credito. Le risorse sono indirizzate a innovazione, energia, riqualificazione e digitalizzazione.

L’annuncio arriva insieme al rinnovo delle intese con Federalberghi, Confartigianato e Confcommercio, che Intesa chiama patto di sistema. Alla presentazione erano presenti Marco Granelli, Carlo Sangalli e Bernabò Bocca, rispettivamente per Confartigianato, Confcommercio e Federalberghi. Bocca ha commentato che l’intesa lo fa sentire meno solo, insieme alla categoria.

Restano alcuni dettagli aperti. Tra le informazioni rese note non compare la data di avvio dello stop alle commissioni, né il numero di imprese che oggi rispetta i requisiti per la Prima rata zero. Sono i due elementi che decidono quanto il piano pesi davvero sui conti.

Un esercente con molti incassi sotto i 20 euro, come un bar o una piccola bottega, dovrebbe chiedere alla propria filiale da quando parte l’azzeramento e quali condizioni valgono per il suo contratto Pos. Chi ha un prestito in corso, prima di sospendere il capitale, farebbe bene a confrontare il risparmio immediato con il costo degli interessi aggiuntivi.

Secondo Forbes.it, il piano di Intesa Sanpaolo è stato presentato a Milano giovedì 8 ottobre 2026.