Sono 420 i milioni di euro spesi in Italia nel 2025 per prodotti solari, il 5,8% in più dell’anno precedente. Il dato arriva da un’elaborazione di Cosmetica Italia, l’associazione delle imprese cosmetiche, ripresa da Forbes Italia. Per un comparto considerato per decenni tra i più legati alle vacanze estive, la crescita segnala qualcosa di più profondo: il solare è diventato un prodotto da usare tutto l’anno.

A spingere la crescita sono le protezioni più alte. I prodotti con fattore di protezione sopra 25 hanno superato i 273 milioni di euro, quasi il 6% in più rispetto al 2024. Le formule con protezione sotto 10 sono calate dell’8,6%, quelle tra 10 e 25 hanno perso il 14,1%: insieme valgono ormai solo il 2% dei consumi totali.

Il cambiamento è soprattutto culturale. Chi compra un solare oggi lo fa per difendere la pelle, non per accelerare l’abbronzatura. Lo confermano le priorità dichiarate dagli utilizzatori in un’indagine Mintel citata da Cosmetica Italia: il 67% cerca una tenuta prolungata nel tempo, il 58% valuta la resistenza all’acqua, il 65% vuole evitare macchie o disomogeneità della pelle dopo il sole. Il 63% prova un nuovo prodotto solo se ne percepisce l’efficacia reale.

BioNike è un marchio italiano di riferimento nella dermocosmesi. La sua responsabile marketing, Beatrice Dovera, racconta a Forbes Italia che la fotoprotezione cresce in modo costante dal periodo post pandemico su tutti i canali, dalla farmacia all’e-commerce, e che il 2026 è partito con un incremento a valore vicino al 10%. I solari per adulti e bambini, spiega Dovera, coprono oltre l’80% della categoria, sia in valore che in volume, mentre la domanda di autoabbronzanti si è leggermente ridotta. In BioNike il segmento solare supera il 15% dei ricavi complessivi: secondo l’azienda, sette consumatori su dieci hanno una cute sensibile o reattiva, la ragione della sua specializzazione su quel target.

La farmacia resta il canale principale: assorbe più della metà delle vendite di solari, mentre la grande distribuzione ne intercetta circa il 40%. Intorno a questa filiera lavorano marchi con strategie diverse:

  • Rougj+, nata in Veneto, punta sull’integrazione fra skincare e trattamenti estetici.
  • Rilastil, del gruppo Istituto Ganassini, fa leva sulla ricerca dermatologica.
  • Collistar presidia la fascia premium puntando su performance e made in Italy.

Il tema della sostenibilità pesa sempre di più nella scelta del prodotto: packaging riciclabili, formule senza microplastiche e l’attenzione alla salute dei mari sono ormai argomenti di marketing quanto il fattore di protezione stesso.

Per chi acquista un solare, il trend racconta soprattutto un cambiamento di prezzo medio. Le referenze ad alta protezione, più costose da formulare, stanno guadagnando quota a scapito di quelle economiche a bassa protezione. Nei prossimi mesi, chi confronta il costo a parità di fattore protettivo troverà sempre meno alternative nella fascia più economica dello scaffale.

Dati ed elaborazioni riportati da Forbes Italia il 10 agosto 2026, sulla base delle rilevazioni di Cosmetica Italia.