Nel voto regionale di domenica nel land Meclemburgo-Pomerania Anteriore, la destra di Alternativa per la Germania sarebbe il partito con più consensi: lo indicano gli exit poll dell’Ard diffusi dal settimanale Der Spiegel. La formazione si fermerebbe al 37%, davanti alla Spd al 35,5%, mentre la Cdu crollerebbe al 5,5%.
Le proiezioni diffuse in serata dalle stesse tv pubbliche hanno allargato lo scarto: l’AfD salirebbe al 38%, la Spd al 37%, la Linke al 9% e la Cdu resterebbe ferma al 6%. Sono due letture del voto realizzate con metodi diversi in momenti diversi della serata, non due risultati definitivi. Il conteggio ufficiale delle schede arriverà nelle prossime ore e può ancora spostare le percentuali di qualche decimo.
A Berlino il copione cambia protagonista ma non il verdetto sulla Cdu. I primi exit poll avevano dato la Linke al 24% e la Cdu al 20%; più tardi, con nuove sezioni scrutinate, la candidata della sinistra Elif Eralp ha rivendicato un risultato al 26%, definendolo storico per la città. Anche in questo caso si tratta di due stime della stessa serata, non del computo finale delle schede.
La leader dell’AfD Alice Weidel ha collegato il tracollo dei cristiano-democratici alla crescita del suo partito, secondo lei ormai il più forte a livello nazionale. Lo ha detto in un’intervista alla tv pubblica Zdf, chiedendo al cancelliere Friedrich Merz di trarne le conseguenze. Weidel ha poi ribadito l’obiettivo di lungo periodo della sua formazione: superare quello che in Germania viene chiamato cordone sanitario, cioè il rifiuto di ogni trattativa di governo con l’estrema destra.
Merz ha risposto senza cambiare rotta. In una dichiarazione dopo la chiusura dei seggi ha detto che le riforme del suo governo restano, con parole sue, l’antidoto al veleno dell’autoritarismo, e che il percorso prosegue nonostante la nuova battuta d’arresto elettorale del suo partito. Ha aggiunto che il ruolo di cancelliere richiede fermezza soprattutto nei momenti complicati.
Due voti regionali persi lo stesso giorno, uniti alla rivendicazione dell’AfD di essere ormai la prima forza del paese, mettono sotto pressione la linea di Merz, quella del rifiuto categorico di ogni alleanza con la destra radicale. Fin qui la Cdu ha tenuto quella posizione, ma ogni sconfitta locale restringe i margini per costruire maggioranze di governo senza l’AfD nei parlamenti regionali.
Cordone sanitario è il termine con cui in Germania si indica l’accordo tacito tra i partiti tradizionali per non allearsi con l’estrema destra: è proprio quell’accordo che l’AfD dichiara di voler rompere.
Per chi segue la politica tedesca dall’Italia, il dato da tenere d’occhio nelle prossime settimane non è la percentuale esatta dei due voti di ieri, ma se la Cdu riuscirà a formare governi tra Meclemburgo-Pomerania e capitale senza rivolgersi né all’AfD né a un’alleanza troppo ampia a sinistra. È quella scelta, più del singolo risultato elettorale, a dire quanto regge ancora l’argine contro l’estrema destra tedesca.
Dati ed exit poll ripresi da Der Spiegel e dalle emittenti pubbliche tedesche Ard e Zdf, relativi al voto regionale di domenica 20 settembre 2026.