Il gas naturale scambiato sul Ttf di Amsterdam ha toccato il livello più alto degli ultimi tre anni, superando quota 79 euro al megawattora. La notizia, riportata da ANSA e ripresa da Soldionline, arriva in una giornata di forte nervosismo sui mercati dell’energia.
Il contratto future con consegna a ottobre chiude la seduta a 79,29 euro, con un balzo del 4,57% rispetto al giorno precedente. Il Ttf è il mercato di Amsterdam dove si fissano i prezzi all’ingrosso del gas per gran parte dell’Europa, e viene scambiato quasi ogni giorno della settimana lavorativa: proprio questa continuità lo rende un termometro seguito con attenzione da chi opera sui mercati energetici e finanziari.
Due fattori spiegano il rialzo. Il primo è l’inasprimento dello scontro tra Washington e Teheran: ogni volta che cresce il rischio di uno stop alle forniture in un’area chiave per la produzione o il transito di energia, gli operatori alzano subito i prezzi per coprirsi dall’incertezza. Il secondo è la corsa tra Europa e Asia per accaparrarsi il gas liquefatto trasportato via nave, il cosiddetto Gnl, che ha preso il posto di una parte importante del gas arrivato finora via gasdotto dalla Russia, oggi ridimensionato.
Quando la domanda cresce nei paesi asiatici, le metaniere possono cambiare rotta e dirigersi verso l’Asia orientale invece che verso i terminali europei. Meno navi in arrivo vuol dire meno gas disponibile sul mercato continentale, ed è proprio questa competizione tra due aree del mondo a tenere le quotazioni sotto pressione da settimane.
Un rincaro così marcato in una sola seduta arriva prima sui costi delle imprese che consumano molta energia, e solo dopo qualche mese sulle bollette domestiche. Le utility e le società energivore lo scontano quasi subito nei listini all’ingrosso, mentre il prezzo al dettaglio per famiglie e aziende segue con un ritardo che varia da fornitore a fornitore.
Il Ttf conta anche per chi investe in borsa. Un rincaro di questa entità tende a pesare sui titoli quotati del comparto energia e, a cascata, sull’andamento generale delle borse europee. Le aziende ad alta intensità energetica (acciaio, ceramica, carta) sono spesso le prime a risentirne nei conti trimestrali.
Non esiste ancora un dato ufficiale su quanto di questo rincaro finirà nelle bollette dei clienti finali: il trasferimento dipende dal tipo di contratto in essere, a prezzo fisso o variabile, e dai tempi con cui i fornitori italiani aggiornano le tariffe. Chi ha un contratto gas a prezzo variabile dovrebbe controllare con attenzione le prossime due bollette, il periodo in cui un rialzo come questo comincia tipicamente a farsi sentire, e valutare se conviene passare a un’offerta a prezzo bloccato prima di un ulteriore aumento delle quotazioni.
Dati e ricostruzione ripresi da ANSA tramite Soldionline, pubblicati il 9 settembre 2026.