Il gas costa il 9,1% in più a ottobre per i clienti vulnerabili, rispetto al mese di settembre. Arera ha aggiornato il prezzo di riferimento dell’utente tipo, una famiglia che consuma 1.100 metri cubi l’anno: arriva a 176,80 centesimi al metro cubo. Il rincaro tocca circa 2,3 milioni di clienti che restano in tutela.

A spingere il conto è la materia prima. Le quotazioni all’ingrosso sono salite in modo deciso, e per ottobre la sola componente gas vale 88,36 euro al megawattora. Arera la calcola come media mensile dei prezzi sul mercato all’ingrosso italiano, quindi segue con un mese di ritardo ciò che accade sui mercati.

Nella bolletta del cliente tipo, più della metà se ne va per comprare il gas: 97,06 centesimi su 176,80, il 54,9% del totale. Le imposte pesano 41,68 centesimi, poco meno di un quarto. La distribuzione e il trasporto assorbono 27,25 centesimi, mentre la vendita al dettaglio ne costa 5,83 e le voci generali di sistema 4,98.

Per l’Unione Nazionale Consumatori questo vuol dire un primato. Il vicepresidente Marco Vignola sostiene che il gas, tasse comprese, non abbia mai toccato un livello simile. L’associazione calcola per il cliente tipo 163 euro in più all’anno (162,58, per la precisione), nell’ipotesi che i prezzi restino fermi per dodici mesi, da ottobre 2026 a fine settembre 2027. La spesa annua per il gas arriverebbe così a 1.945 euro e, con 869 euro di luce, a 2.814 euro in tutto.

Il confronto storico è un calcolo dell’associazione su una serie storica rifatta apposta per il nuovo profilo di consumo. Secondo l’Unc il prezzo supera del 162,9% quello dell’ottobre 2020, prima della crisi. Rispetto al precedente massimo, di dicembre 2022, è più alto del 16,8%.

Il dato più curioso riguarda proprio quel dicembre. Oggi la materia prima costa il 24,2% in meno di allora, ma la bolletta totale è più cara. L’Unc spiega la differenza con gli aiuti di quell’epoca, durante il governo Draghi: oneri di sistema azzerati e Iva al 5%. L’associazione accusa il governo Meloni di non aver fatto nulla e nota che la legge di bilancio non contiene misure contro il caro bollette. Sono valutazioni dell’associazione, non verifiche indipendenti.

Anche il Codacons parla di stangata. Il gas per i vulnerabili costerebbe il 68% in più dell’ottobre 2025, cioè 787 euro in più l’anno per ogni utenza. L’associazione sottolinea che i rincari arrivano proprio mentre si accendono i riscaldamenti.

Assoutenti, per voce del presidente Gabriele Melluso, conta il sesto aumento consecutivo per i vulnerabili e teme i prossimi mesi, quando i consumi delle famiglie cresceranno. Chiede al governo di ridurre subito l’Iva sul gas e di tagliare gli oneri di sistema, per attenuare l’effetto della crisi iraniana sulla spesa energetica. Al momento la richiesta non ha avuto risposta, almeno secondo quanto riporta Adnkronos.

Chi è ancora in tutela vulnerabili dovrà aspettare l’aggiornamento di Arera sul prezzo di novembre, atteso all’inizio di dicembre. Con il riscaldamento acceso, la bolletta di quel mese peserà su consumi più alti e dirà se la salita continua.

Adnkronos ha riportato l’aggiornamento di Arera sul prezzo del gas di ottobre 2026 e i commenti di Unione Nazionale Consumatori, Codacons e Assoutenti.