A Piazza Affari, nell’ultimo mese, appena otto componenti del Ftse Mib hanno chiuso in territorio positivo, e un solo titolo ha fatto meglio in doppia cifra. Lottomatica quota oggi 27,20 euro, con un balzo dell’11,11% in trenta giorni. Il numero da solo dice poco: dietro c’è un’operazione straordinaria appena assorbita dal mercato e un semestre che ha spinto gli analisti a rivedere le stime al rialzo.

A inizio settembre il titolo aveva incassato vendite pesanti, innescate dalla notizia di un’intesa con il gruppo spagnolo Cirsa. Il 2 settembre la seduta si era chiusa con un calo superiore al 7%, dopo che in avvio di giornata le quotazioni erano scese fino a 21,92 euro. Il rimbalzo è arrivato quasi subito. Bastano pochi giorni di rialzi per riportare il prezzo oltre quota 27 euro, un recupero pieno nel giro di una settimana scarsa.

Il nuovo gruppo nato dall’operazione punta a diventare uno dei colossi mondiali quotati nel comparto gioco e scommesse, conservando però l’insegna italiana. La quota della nuova società in mano ai soci storici di Lottomatica si aggira sul 67,5%, mentre il restante 32,5% va a chi oggi possiede Cirsa. Blackstone, primo azionista della società spagnola, salirà al vertice dell’azionariato del gruppo allargato con una fetta che sfiora il 24% del capitale complessivo. Sul piano industriale, il gruppo combinato stima un Ebitda rettificato pro forma di circa 2 miliardi di euro nel complesso, con sinergie di cassa da 115 milioni l’anno da centrare entro tre anni dal perfezionamento dell’operazione, il cui closing dovrebbe arrivare tra aprile e giugno 2027.

A cambiare la lettura dell’affare è stato soprattutto un dettaglio comunicato in un secondo momento. Lottomatica prevede di generare un Ebitda online aggiuntivo tra i 200 e i 300 milioni di euro entro il terzo anno successivo al perfezionamento, applicando su Cirsa lo stesso modello digitale già rodato in Italia. Cirsa passa così da semplice acquisto dimensionale a piattaforma su cui costruire crescita.

I conti del primo semestre spiegano perché il mercato avesse già fiducia nel management prima della svolta su Cirsa. La raccolta ha sfiorato i 24 miliardi di euro, con una crescita del 9% sull’anno precedente, mentre i ricavi hanno toccato circa 1,18 miliardi (+5%). L’Ebitda rettificato ha raggiunto quota 465,3 milioni, e il margine è passato dal 37,4% a un più solido 39,4 per cento. La parte online resta il motore del gruppo, con ricavi a 525,1 milioni (+13%) ed Ebitda a 303,9 milioni (+21%), per un margine del 57,9%.

Secondo l’analisi pubblicata da Money.it, gli analisti restano compatti sul giudizio positivo. A inizio settembre il target medio si aggirava sui 32,10 euro, tutto tra Overweight, Buy e Outperform, un margine teorico del 18% sopra la quotazione attuale. Dopo la notizia sull’operazione, quasi tutte le revisioni sono andate al rialzo. Jefferies ha portato l’obiettivo a 35,50 euro, dai 32 precedenti. BNP Paribas Exane, l’8 settembre, ha fissato il nuovo obiettivo a 37 euro, dai 34 di prima: il più alto tra quelli pubblicati. Kepler Cheuvreux resta la voce più prudente, con un target di 30 euro che lascia comunque oltre il 10% di margine.

Sul piano tecnico la prima resistenza importante sta tra i 27,85 e i 28,30 euro, dove si trova anche il massimo storico del titolo. Superarla e restare sopra aprirebbe un’area di prezzo mai raggiunta prima. Il primo supporto è vicino a 26,40 euro, circa il 3% sotto le quotazioni attuali. Una discesa sotto 25 euro riporterebbe invece il titolo nella zona toccata subito dopo l’annuncio dell’intesa con gli spagnoli.

Chi ha Lottomatica in portafoglio dovrebbe guardare ai prossimi dati sulle sinergie Cirsa più che al prezzo in sé. I 115 milioni annui e la forchetta tra i 200 e i 300 milioni sul fronte dell’Ebitda online aggiuntivo restano promesse ancora da verificare, e con il titolo vicino ai massimi buona parte dell’ottimismo sembra già scontata nelle quotazioni.

Dati e analisi riportati da Money.it in un articolo di Gerardo Marciano, pubblicato ieri, martedì 15 settembre 2026.