Il ministero dell’Agricoltura ha messo a disposizione 40 milioni di euro, destinati a finanziare una nuova misura per i frantoi italiani, la “Cambiale frantoi oleari”. Il fondo è gestito da Ismea e serve a dare liquidità alle imprese che trasformano le olive in olio.
Non tutti i frantoi riceveranno la stessa somma. Il prestito senza interessi copre un intervallo che parte da 3.500 euro e arriva fino a un tetto massimo di 50.000, calcolato caso per caso sul fabbisogno dichiarato da ciascuna impresa: il tetto è un limite superiore, non l’importo standard dell’aiuto.
Possono chiedere il finanziamento i frantoi in attività, purché iscritti al Sian, la banca dati che censisce le aziende agricole italiane, e con scorte di olio evo già registrate a magazzino. Chi non soddisfa uno di questi tre requisiti resta fuori dalla misura.
Il rimborso segue un calendario preciso. Il prestito dura cinque anni, con due anni iniziali in cui l’impresa non versa capitale. Dal terzo anno cominciano le rate trimestrali, mentre gli interessi restano azzerati per tutta la durata del finanziamento.
Chi vuole presentare domanda dovrà aspettare ottobre 2026: è il mese in cui Ismea aprirà la piattaforma online dedicata alle richieste, come ha fatto sapere il ministero. Ad oggi, lunedì 28 settembre 2026, quella finestra non si è ancora aperta: mancano pochi giorni all’avvio, e Ismea non ha ancora reso noti né il giorno preciso né l’elenco completo dei documenti da allegare.
Le somme servono a coprire i costi correnti della filiera, dal ritiro delle olive alla spremitura, dalla conservazione dell’olio fino alla sua vendita. Non si tratta di un aiuto a fondo perduto: il capitale va restituito, solo senza interessi ad appesantire le rate.
La misura si affianca al ddl Coltivaitalia, che assegna al comparto olivicolo 300 milioni di euro per interventi strutturali come i reimpianti contro la Xylella o l’ammodernamento dei macchinari. Un frantoio può ottenere entrambi gli aiuti, ma la stessa fattura non può essere messa a rendiconto due volte, una per ciascuna misura. Resta inoltre valido il tetto complessivo fissato dalle regole europee sugli aiuti di Stato nel settore agricolo, che limita quanto un’impresa può ricevere in totale da fondi pubblici.
Chi gestisce un frantoio e prevede difficoltà di cassa nei prossimi mesi dovrebbe verificare fin da subito la propria iscrizione al Sian e mettere in ordine le giacenze dichiarate, così da poter inviare la domanda appena la piattaforma di Ismea diventa operativa a ottobre.
Dettagli riportati da QuiFinanza, che ha pubblicato la notizia domenica 27 settembre 2026.