Il rendimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni, gli OAT, ha toccato il 5% mercoledì 21 ottobre 2026: un livello che mancava dal 2002. Lo ha riportato la CNBC, e Money.it ha ripreso la notizia insieme ai dati di Reuters e Bloomberg. Per gli investitori italiani la domanda è se la tensione su Parigi arrivi fino ai BTP.

Il picco è durato poco. Secondo Reuters, intorno alle 11

ora italiana lo yield ha toccato il 5,002% prima di scendere di nuovo sotto quella soglia psicologica. Un rendimento alto significa che il prezzo del titolo è sceso: chi compra chiede più interessi per prestare soldi alla Francia.

Il divario con la Germania racconta lo stesso malessere. Lo spread tra OAT e Bund, il titolo tedesco di riferimento, è salito a 157 punti base, vicino ai livelli del 2011. Un punto base vale un centesimo di punto percentuale, quindi Parigi paga 1,57 punti di interesse in più rispetto a Berlino.

Tre fattori spiegano la fuga dalla carta francese. Il primo è il dubbio che il governo riesca a far approvare la legge di bilancio per il 2027, pensata per ridurre il deficit pubblico. Il secondo è l’incertezza sulle elezioni dell’anno prossimo, che si annunciano molto combattute. Il terzo sono le proteste diffuse che stanno bloccando il Paese.

I BTP, per ora, hanno reagito poco. Il decennale italiano rende il 4,56%, quattro punti base in più, secondo Bloomberg. Anche i Bund sono in rialzo, ma meno dei nostri titoli, e il differenziale tra BTP e Bund sulla scadenza decennale era a 115 punti base nel corso della giornata.

Il contagio non è automatico. In passato, quando alcuni investitori hanno venduto il debito francese, l’Italia ne ha tratto vantaggio, perché i suoi titoli sono apparsi più sicuri. Il rischio opposto esiste: nel 2026 l’intero mercato obbligazionario mondiale ha subito forti scosse, e un’ulteriore vendita di OAT può spingere i fondi a ridurre il debito sovrano europeo in blocco, BTP compresi.

Cosa cambia per chi ha già dei BTP in portafoglio? Se i rendimenti italiani salgono, il prezzo di mercato scende, ma le cedole fisse non si toccano. Chi tiene il titolo fino alla scadenza incassa quanto previsto, e la perdita resta sulla carta finché non vende.

Per chi vuole comprare adesso, il calo dei prezzi offre ingressi potenzialmente più convenienti. Quei prezzi, però, possono scendere ancora se la crisi francese si allarga.

Nei prossimi giorni conviene guardare due numeri: il differenziale BTP-Bund, che nel corso di mercoledì 21 ottobre stava a 115 punti base, e il rendimento del decennale francese attorno alla soglia del 5%.

Money.it, 21 ottobre 2026, a firma di Laura Naka Antonelli, sulla base di dati CNBC, Reuters e Bloomberg.