Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha varato le regole operative del FerX definitivo, il meccanismo che sostiene con incentivi le rinnovabili sopra il megawatt di potenza. Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, il testo messo a punto dal Gse è stato diffuso ieri con decreto direttoriale: si apriranno aste per 27,15 gigawatt di potenza rinnovabile.
Sotto quella soglia, per gli impianti fino a 10 GW nel complesso, l’accesso agli incentivi resta diretto e non richiede la partecipazione a un’asta. Chi supera il megawatt di potenza segue un percorso diverso. Prima la qualificazione, poi la gara vera e propria.
La domanda di qualificazione preliminare, primo passaggio obbligato per partecipare alle aste, si presenta dal 25 agosto attraverso il Portale FER-X Definitivo. Per la prima gara, in programma entro l’autunno, la scadenza per la richiesta è fissata al 30 settembre. Il Gse ha poi 90 giorni per rispondere, tempo che scende fino a 60 per le richieste legate alla prima asta.
Le regole ammettono quattro tipi di intervento: potenziamento, rifacimento integrale, rifacimento parziale e nuova costruzione degli impianti. Non tutte le tecnologie accedono a ogni categoria: il rifacimento parziale resta escluso per eolico e fotovoltaico, mentre gli impianti idroelettrici sugli acquedotti non possono ricorrere al rifacimento integrale.
Come già nel FerX provvisorio, una parte delle aste è riservata agli impianti che non montano componenti realizzati nei paesi verso cui l’Unione europea vuole ridurre la dipendenza, la Cina in primo luogo. Per il fotovoltaico il vincolo riguarda l’intera filiera: dal silicio policristallino ai lingotti, dai wafer al vetro solare, fino agli inseguitori e ai loro supporti.
In graduatoria ottengono una corsia preferenziale gli impianti fotovoltaici già esistenti che vengono rinnovati in aree agricole senza aumentare il suolo occupato, insieme ai progetti che sorgono in aree idonee o di accelerazione. La priorità va anche a chi ha già firmato accordi di fornitura elettrica pluriennali, i cosiddetti PPA, della durata di almeno dieci anni.
L’amministratore delegato del Gse, Vinicio Mosè Vigilante, ha commentato la pubblicazione descrivendola come uno snodo rilevante per l’attuazione della misura, assicurando agli operatori un quadro più chiaro su tempi e modalità di partecipazione.
Per accedere in via diretta, gli impianti fino a 1 MW devono aver avviato i lavori dopo che il decreto è entrato in vigore, e devono rispettare i criteri ambientali del principio di non arrecare un danno significativo, richiesto anche alle installazioni più grandi. Chi partecipa alle aste deve invece arrivare alla fase di qualificazione preliminare già con il titolo abilitativo, il preventivo di connessione accettato in modo definitivo e la registrazione validata nel sistema Gaudì di Terna.
Per gli sviluppatori di impianti sopra il megawatt, la finestra utile è stretta. Chi punta alla prima asta dell’autunno deve completare la qualificazione preliminare entro il 30 settembre, un vincolo di calendario più stringente di quello previsto dalle tornate precedenti del FerX.
Secondo Il Sole 24 Ore, la notizia risale all’11 agosto 2026, con la firma di Laura Serafini e Mariolina Sesto.