La Federal Reserve guidata da Kevin Warsh dovrebbe lasciare fermi i tassi al termine della riunione che si apre martedì 27 ottobre e si chiude mercoledì 28. Lo scrive Money.it, citando le probabilità del CME FedWatch Tool e un sondaggio Reuters. I fed funds viaggiano in una forchetta da 3,75 a 4 per cento.
Quel livello è frutto dell’ultimo ritocco, deciso il 16 settembre: un rialzo di 25 punti base. All’epoca la Fed lo ha giustificato con un’inflazione che corre ben sopra il suo obiettivo del 2%. A settembre i prezzi al consumo sono saliti del 3,7% su base annua, mentre l’inflazione core, quella che esclude energia e alimentari, è arrivata al 2,6%.
Con questi numeri una pausa può sorprendere. A frenare la banca centrale c’è però il lavoro. A settembre i Non Farm Payrolls, l’indice dei nuovi occupati fuori dall’agricoltura, hanno aggiunto soltanto 29.000 posti, contro i 162.000 di agosto, e sono rimasti sotto le attese. La disoccupazione è salita al 4,2% dal 4,1%. Gli occupati di luglio e agosto, poi, sono stati rivisti: 60.000 posti in meno del dato iniziale.
Lo strumento CME FedWatch, che misura le scommesse dei trader, assegna circa il 91% alla conferma dei tassi e circa il 9% a un nuovo aumento. Nel sondaggio Reuters condotto dal 16 al 20 ottobre, 94 economisti su 100 prevedono lo stop.
Il quadro cambia guardando più avanti. Tutti i 100 economisti Reuters si aspettano una nuova stretta a dicembre; nel sondaggio precedente erano meno della metà. Quasi il 60% indica un picco nella fascia da 4 a 4,25 per cento. Altri 38 su 92 ne prevedono almeno due ulteriori. Un mese prima, chi la pensava così era circa uno su cinque.
Money.it ricorda che il percorso dei prezzi dipende molto dalle tensioni in Medio Oriente, ancora decisive per i listini. Warsh non ama dare indicazioni sulle mosse future, quindi la conferenza stampa sarà letta soprattutto per i toni.
Per orientarsi, servono gli orari italiani. L’annuncio sui tassi è atteso alle 19 di mercoledì, le 14 a New York, e Warsh parlerà alle 19.30. In Italia l’ora solare è già scattata la scorsa domenica 25 ottobre, mentre negli Stati Uniti arriverà il 1° novembre. Fino ad allora il fuso con New York resta di cinque ore.
Chi ha investimenti in dollari o segue il cambio dovrebbe guardare più alle parole di Warsh che alla decisione, già scontata. La prossima occasione per un rialzo è la riunione dell’8-9 dicembre, l’ultima dell’anno.
Money.it, articolo di Laura Naka Antonelli pubblicato lunedì 26 ottobre 2026.