Mercoledì la Fed pubblica i verbali dell’incontro di fine luglio, l’appuntamento più atteso di una settimana fitta di dati macro e conti trimestrali. Il documento arriva dopo un’estate in cui i prezzi al consumo e quelli alla produzione hanno già ridotto le probabilità di una stretta a settembre. La vera notizia sarà la fotografia delle divisioni interne al comitato. Dice quanto durerà l’incertezza sui tassi per il resto dell’anno.

Gli analisti di Mps Capital Services notano che proprio quei due numeri di luglio hanno già tolto forza all’ipotesi di una mossa immediata a settembre. Gli economisti di Ing guardano invece alle parole pronunciate durante la conferenza stampa dal nuovo numero uno della Fed, Kevin Warsh. Il testo dei verbali dirà quanto quei commenti riflettono davvero la posizione del board, non solo quella del suo presidente. Un solo indizio, letto bene, vale più di dieci titoli di giornale.

Il calendario ricostruito da Borse.it è fitto: dal Pil del Giappone alle vendite al dettaglio in Cina, fino ai dati sull’immobiliare Usa. Tre soli appuntamenti, però, restano decisivi per chi ha soldi investiti.

Il primo arriva venerdì dalla Bce. Sono due numeri che pesano sulla prossima mossa sui tassi nell’area euro: la crescita dei salari negoziati e le proiezioni interne sull’inflazione a uno e tre anni. Sono gli indicatori che Francoforte guarda più da vicino per capire se la spinta salariale continua a spingere i prezzi o si sta esaurendo. Mercoledì arriva anche il numero definitivo di luglio sull’inflazione della zona euro, la conferma della prima stima già circolata.

Il secondo appuntamento sono i dati preliminari di agosto sui Pmi di servizi e manifattura nelle grandi economie, in uscita venerdì. È un termometro rapido su ordini e produzione delle aziende, utile per capire se la tenuta dell’economia regge dopo l’estate o inizia a incrinarsi.

Il terzo sono gli ultimi due conti pesanti di una stagione di trimestrali quasi conclusa: quelli di Walmart negli Stati Uniti e quelli di Alibaba in Cina, entrambi giovedì. I numeri di Walmart raccontano lo stato della spesa delle famiglie americane, quelli di Alibaba il polso dei consumi cinesi. Insieme completano il quadro sul lato della domanda, mentre l’attenzione resta concentrata sulle banche centrali.

Per chi ha un portafoglio legato ai tassi, il segnale più utile arriva dai verbali di mercoledì: quanto appaiono spaccati i membri del comitato dice quanto ci vorrà prima di un quadro chiaro sui tassi Usa. Chi segue titoli di Stato o fondi obbligazionari dovrebbe guardare anche ai dati Bce di venerdì, il primo indizio concreto sulla prossima mossa di Francoforte.

Dati e calendario ripresi da Borse.it, pubblicato lunedì 17 agosto 2026.