Exor amplia lo spazio di manovra nel capitale di Philips. Il nuovo accordo tra le due aziende porta al 22% la quota massima di azioni ordinarie e diritti di voto che la holding degli Agnelli può raggiungere nel gruppo, contro il tetto precedente fissato al 20%. Philips produce apparecchiature e software per la sanità, con sede in Olanda. Lo riporta Forbes.it in un articolo pubblicato l’11 agosto 2026.

Superare la nuova soglia resta possibile. Serve però il via libera del consiglio di sorveglianza, l’organo interno che vigila sulla gestione di Philips. È una tutela pensata per l’azienda olandese. Ogni rialzo ulteriore della partecipazione di Exor richiede un voto dedicato, non una decisione univoca della holding torinese. Le regole di funzionamento interne ai due gruppi non cambiano. Exor mantiene il diritto di indicare un membro nel consiglio di sorveglianza, incarico oggi affidato a Benoît Ribadeau-Dumas.

Il rafforzamento arriva tre anni dopo l’ingresso di Exor nel capitale di Philips, avvenuto nell’agosto 2023 con una quota vicina al 15%: quella mossa aveva già reso la holding il primo socio del gruppo. La quota è poi cresciuta ulteriormente, superando il 19% durante il 2025, prima di questo nuovo aggiornamento del tetto. In un documento annuale destinato ai soci, Exor aveva già collegato quella crescita alla fiducia nella strategia di lungo periodo di Philips.

Feike Sijbesma, che presiede l’organo, e l’amministratore delegato Roy Jakobs hanno entrambi collegato l’intesa alla fiducia nel piano industriale 2026-2028 del gruppo, incentrato su crescita redditizia e creazione di valore.

L’azienda copre diagnostica per immagini, monitoraggio dei pazienti, ecografie, terapie guidate da immagini e informatica sanitaria, con vendite in più di 100 mercati nazionali. Il fatturato 2025 ha sfiorato i 18 miliardi di euro, generati da circa 63.700 persone in organico. Lo stesso anno il gruppo ha investito 1,7 miliardi di euro in ricerca e sviluppo. Gli ordini sono saliti del 6% e le vendite del 2%, il miglior risultato dal 2020, nonostante i dazi statunitensi, una domanda più debole in Cina e una concorrenza globale più intensa.

Exor possiede quote di controllo o di riferimento in Ferrari, Cnh e Stellantis, e ha anche in portafoglio asset come The Economist e la Juventus. Philips, negli ultimi anni, è diventata una delle partecipazioni più importanti del gruppo. John Elkann è alla guida di Exor dal 2004, dodici mesi dopo la scomparsa del nonno Gianni Agnelli, e ha condotto operazioni come la fusione tra Fiat Chrysler e Peugeot da cui nel 2021 è nata Stellantis. Le stime di Forbes danno al suo patrimonio personale un valore di 2,5 miliardi di dollari, aggiornato all’11 agosto 2026.

Chi segue il titolo Philips in Borsa ha un indicatore preciso da guardare nei prossimi trimestri: quanto Exor si avvicina al nuovo tetto del 22%. Un’eventuale richiesta di andare oltre quella soglia sarebbe il segnale più diretto sulle ambizioni della holding nel gruppo olandese.

Notizia riportata da Forbes.it l’11 agosto 2026, sulla base dell’accordo aggiornato tra Exor e Royal Philips.