A Isola della Scala, in provincia di Verona, Fresenius Kabi ha acceso lunedì un nuovo impianto dedicato alle soluzioni infusionali. Tra i presenti anche Adolfo Urso, che guida il ministero del Made in Italy. L’investimento supera i 28 milioni di euro e fa parte di un piano più largo da 100 milioni destinato agli impianti italiani del gruppo nei prossimi tre anni.

L’obiettivo dichiarato è ampliare la capacità di produzione delle bottiglie in plastica usate per le terapie infusionali, quelle che portano farmaci, idratazione e nutrizione clinica ai pazienti in ospedale, oltre a sostenere chirurgia e reparti di terapia intensiva. Senza quegli impianti, garantire le forniture diventa più difficile proprio nei momenti in cui la domanda sale di colpo.

Il sito veronese copre già circa il 40 per cento della domanda ospedaliera italiana di queste soluzioni. È un numero che spiega perché l’azienda lo definisca un’infrastruttura strategica per la sanità pubblica, non un semplice stabilimento tra i tanti. In Italia il gruppo, di proprietà tedesca, gestisce cinque impianti e due poli di ricerca e sviluppo, con circa 1.400 dipendenti complessivi.

La scelta rientra in una strategia che Fresenius chiama “local for local”: produrre i farmaci nella stessa area geografica dove servono, invece di dipendere da forniture arrivate da Paesi terzi. Oltre il 90% di ciò che il gruppo vende in Europa viene già fabbricato nel continente, secondo l’azienda stessa. È un dato che arriva dal comunicato societario e non da una verifica indipendente, quindi va letto come l’obiettivo dichiarato dal gruppo, non come un dato certificato da terzi.

L’azienda non ha specificato di quanto crescerà in percentuale la capacità produttiva dopo l’investimento, né quanti posti di lavoro nascono direttamente dalla nuova linea. Restano informazioni che servirebbero a misurare l’impatto reale, oltre l’annuncio.

Il country general manager Marco Pianta ha collegato l’operazione al tema della sicurezza sanitaria europea, sostenendo che investire nella capacità produttiva locale conta di più ora che diverse produzioni farmaceutiche si sono spostate fuori dal continente. È la stessa logica che ha spinto Bruxelles a inserire la disponibilità di farmaci critici tra le priorità politiche degli ultimi anni: dipendere da un unico fornitore lontano espone il sistema sanitario a rischi che un’interruzione commerciale o un blocco alle esportazioni può trasformare in carenze vere negli ospedali.

Per chi lavora nella filiera farmaceutica italiana, l’annuncio conferma che gli investimenti industriali del settore restano concentrati sul territorio nazionale, con ricadute dirette su occupazione e indotto locale nel Veronese. Per il sistema sanitario, la domanda da tenere d’occhio nei prossimi mesi è se l’aumento di capacità arriverà in tempo utile a coprire i picchi di richiesta che si presentano ogni inverno nei reparti di terapia intensiva.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, la nuova linea è stata inaugurata lunedì 21 settembre 2026 nello stabilimento di Isola della Scala.