Il colosso degli investimenti di Abu Dhabi, Mubadala, tratterebbe con Cdp Equity per un ingresso nell’azionariato di Ansaldo Energia. Lo riporta il Corriere della Sera, secondo cui i colloqui tra le due parti sarebbero già partiti nella giornata di lunedì. Cdp Equity, il veicolo con cui Cassa Depositi e Prestiti gestisce le sue partecipazioni industriali, resta oggi il socio di riferimento del gruppo genovese con una quota vicina al 100%.

L’interesse di Mubadala si concentrerebbe sulle turbine a gas prodotte da Ansaldo, componenti sempre più richieste per alimentare i data center che sostengono i modelli di intelligenza artificiale. Secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano, il fondo punterebbe a una partecipazione di minoranza, mentre Cassa Depositi e Prestiti manterrebbe il controllo del gruppo con sede a Genova. Né il fondo emiratino né Cdp Equity hanno confermato la trattativa.

Il fondo emiratino gestisce un patrimonio vicino ai 385 miliardi di dollari ed è attivo con investimenti in oltre 80 Paesi, da una sede centrale ad Abu Dhabi affiancata da uffici a Londra, New York, Pechino e Mosca. È lo strumento con cui l’esecutivo di Abu Dhabi porta avanti da anni una strategia di diversificazione dell’economia, lontana dalla sola dipendenza dal petrolio.

Negli Stati Uniti il fondo ha impegnato una cifra vicina ai 170 miliardi di dollari, un valore fermo al 44% del portafoglio complessivo, con priorità su sanità, manifattura avanzata, energia, semiconduttori e intelligenza artificiale. Tra le partecipazioni più rilevanti compare GlobalFoundries, produttore di semiconduttori che a luglio ha siglato con il Dipartimento americano del Commercio una lettera di intenti per un tetto pubblico di 300 milioni di dollari, pensato per accelerare la fotonica al silicio, tecnologia ritenuta strategica per i data center di ultima generazione. Nel portafoglio figura anche NextDecade, società energetica statunitense.

Sui data center, Mubadala ha già un percorso definito: 350 milioni di dollari destinati nel 2022 a Princeton Digital Group, una delle maggiori società di data center in Asia, un impegno da 800 milioni di sterline nella rete in fibra britannica CityFibre e, dall’agosto 2023, una quota di minoranza in Aligned Data Centers, operatore statunitense del settore. Un ingresso in Ansaldo seguirebbe lo stesso schema: comprare una fetta non di controllo di un’azienda che produce l’energia necessaria a far girare i server, invece di limitarsi a finanziare i data center stessi.

Per il mercato italiano, l’eventuale operazione conferma quanto la domanda energetica generata dall’intelligenza artificiale stia già ridisegnando gli equilibri azionari di aziende considerate strategiche. Chi segue il titolo indirettamente tramite Cdp dovrebbe aspettarsi nelle prossime settimane un chiarimento ufficiale sui termini della quota, prima che la trattativa passi dalle indiscrezioni a un accordo firmato.

Notizia riportata dal Corriere della Sera e ripresa da Forbes Italia nell’edizione di lunedì 21 settembre 2026.