Il costo all’ingrosso della corrente in Italia è arrivato a 212 euro al megawattora il 2 settembre, superando i 207 euro toccati il 5 agosto: non si vedeva un livello simile da dicembre 2022. A maggio la media era di 119 euro al megawattora; è salita a 132 in giugno, poi a 157 nel mese successivo e a 180 in agosto. A fornire il quadro è Il Sole 24 Ore, che riporta l’analisi di Elettricità Futura, l’associazione dei produttori di energia elettrica.

Secondo Elettricità Futura, il rincaro dipende dal mix energetico italiano, troppo legato al gas: il metano risente a sua volta della crisi nello stretto di Hormuz. L’associazione ricorda che le aziende a forte consumo di energia ricevono sostegni pensati apposta per non spingerle a spostare la produzione altrove.

Nel 2025 il PUN medio era 116 euro al megawattora e gli sconti legati a interrompibilità, Interconnector, Energy release e ai rimborsi di CO2 hanno coperto circa 80 euro, portando il costo effettivo intorno ai 35 euro: un livello che si avvicina ai 34 euro spagnoli e ai 35 euro tedeschi, pagati da chi consuma tanta energia in quei due Paesi. Nel 2026 il prezzo sale, ma crescono in parallelo anche gli incentivi che tengono competitive queste imprese rispetto al resto d’Europa.

Il cambiamento climatico riguarda tutta Europa, non solo l’Italia, e pesa anche sulla capacità di importare corrente: il Paese copre con l’estero circa il 16% del proprio fabbisogno elettrico, soprattutto dalla Francia. Le ondate di calore estive hanno fatto salire la domanda di elettricità e messo in difficoltà alcune centrali nucleari nei Paesi vicini: Francia, Svizzera e Germania hanno ridotto quanto normalmente esportano, riducendo la disponibilità per l’Italia.

Per Elettricità Futura la priorità è aumentare la produzione, un’esigenza che crescerà con l’elettrificazione dei consumi. Il primo ostacolo non è tecnico ma amministrativo: mancano le autorizzazioni che oggi tengono fermi oltre 150 gigawatt di progetti rinnovabili già pronti per partire.

L’associazione non si sbilancia su previsioni, che spesso circolano senza basi solide, ma definisce quella attuale una fase fuori dall’ordinario, tra crisi climatica e tensioni geopolitiche in corso. La strada indicata punta su più rinnovabili nel mix di generazione, una rete elettrica già efficiente rispetto agli standard europei, e un aumento deciso della capacità produttiva per rendere il sistema più sicuro e meno dipendente dall’estero.

Per chi ha una bolletta a prezzo variabile o gestisce un’attività energivora, il livello dei prezzi all’ingrosso nelle prossime settimane sarà il segnale da seguire per capire se l’autunno porterà un aumento in fattura.

Dati e dichiarazioni riportati da Il Sole 24 Ore il 2 settembre 2026, a firma di Sara Deganello.