Per la sua divisione di private banking, Deutsche Bank ha individuato nel software di Thought Machine il primo dei due pilastri con cui rimpiazzerà l’infrastruttura tecnologica attuale. Si tratta di Vault Core, un sistema di gestione conti pensato per funzionare interamente su cloud, firmato dalla fintech britannica che porta lo stesso nome del prodotto. Il sistema gestirà conti, transazioni e prodotti della clientela con patrimoni elevati.

L’obiettivo dichiarato è smontare un insieme di sistemi legacy frammentati, cresciuto negli anni per stratificazioni successive, e sostituirlo con un’architettura unica più semplice da aggiornare. Una struttura pensata nativamente per il cloud, spiega la banca, permette di aggiungere funzioni senza dover riscrivere l’intera infrastruttura a ogni intervento, un vincolo che oggi rallenta il lancio di nuovi servizi digitali.

Il progetto rientra in un piano pluriennale: una cifra vicina ai 600 milioni di euro destinati a tecnologia, operations e intelligenza artificiale, con orizzonte fissato alla fine del 2028. È tra gli investimenti tecnologici più ampi annunciati finora da un grande gruppo bancario europeo nel segmento del private banking, dove i margini dipendono in buona parte dalla rapidità con cui l’istituto riesce a portare sul mercato nuovi prodotti di investimento.

Deutsche Bank stima un risparmio annuo attorno ai 300 milioni di euro una volta che il programma sarà a regime, dal 2028 in avanti. Il numero arriva dalla banca stessa: non ci sono al momento verifiche indipendenti sui tempi di migrazione né sui costi aggiuntivi che spesso emergono strada facendo. Nella storia recente del settore, i progetti di sostituzione dei sistemi core hanno più volte richiesto tempi più lunghi del previsto.

Deutsche Bank non è il primo grande istituto a scegliere il fornitore londinese. Altre banche hanno già firmato accordi con la stessa fintech per rimpiazzare sistemi core datati di decenni, in un mercato dove pochi fornitori si contendono i grandi gruppi finanziari internazionali. La banca tedesca non ha reso noto quale sarà il secondo sistema coinvolto nella sostituzione né una tempistica precisa per il completamento della migrazione.

Per chi ha un rapporto di private banking con l’istituto, il segnale più concreto arriverà probabilmente dall’app e dalle piattaforme di gestione patrimoniale. Aggiornamenti più frequenti e nuove funzioni digitali sono l’effetto atteso della modernizzazione, ma la fase di transizione porta con sé anche il rischio più tipico di queste operazioni: rallentamenti o disservizi temporanei nei momenti di passaggio tra un sistema e l’altro. Chi utilizza servizi di private banking presso Deutsche Bank farebbe bene a monitorare le comunicazioni della banca sui tempi di migrazione, soprattutto in vista di eventuali finestre di manutenzione straordinaria nei prossimi due anni.

Secondo quanto riportato da Wall Street Italia il 27 agosto 2026, i dettagli del piano arrivano da un comunicato della divisione di private banking di Deutsche Bank.