L’Agenzia delle Entrate ha iniziato a inviare le lettere di compliance legate ai controlli automatizzati sul modello 730, riferite ai redditi degli anni 2022 e 2023. Chi ha versato meno del dovuto viene invitato a mettersi in regola, con il modello F24 già pronto per il pagamento. Non è una cartella esattoriale, e non anticipa nessuna azione di riscossione forzata.

Le discrepanze più comuni nascono da detrazioni indicate in dichiarazione ma non riconosciute in fase di controllo, da redditi che non combaciano con i dati trasmessi dal sostituto d’imposta, o da un codice tributo sbagliato in un versamento precedente. In tutti questi casi il controllo è automatico: nessun funzionario esamina la singola pratica prima dell’invio della lettera. Negli ultimi anni questo tipo di comunicazione è diventato lo strumento principale con cui l’Agenzia dialoga con i contribuenti prima di attivare la riscossione coattiva. Il numero di pratiche che finiscono direttamente in cartella si riduce di conseguenza.

Lo riporta Investire Oggi, che il 2 agosto ha raccolto le prime segnalazioni dei contribuenti raggiunti dalle comunicazioni. Per chi lavora come dipendente o pensionato, il 730 resta la dichiarazione più comune: una comunicazione di questo tipo riguarda quindi una platea ampia, non un caso isolato. Il documento specifica a quale dichiarazione e a quale periodo d’imposta si riferisce la somma non versata. Chi ritiene che i dati non siano stati valutati correttamente può contestare l’importo attraverso CIVIS, il canale digitale dell’Agenzia dedicato ai chiarimenti, prima che scadano i giorni utili per pagare. Se l’importo è corretto, resta comunque la scelta tra saldo unico e rate.

La rateizzazione si richiede online, senza intermediari: basta accedere al cassetto fiscale, il portale personale dell’Agenzia dove ogni contribuente controlla la propria posizione, con SPID, CIE o CNS. Chi si affida a un CAF, il centro di assistenza fiscale, può comunque controllare la lettera da solo: il cassetto fiscale resta personale. Una volta individuato l’avviso nella sezione dedicata, si inseriscono gli estremi richiesti (le date di elaborazione e di notifica, il numero identificativo dell’atto ed eventuali dati anagrafici mancanti) e si sceglie il numero di rate. I moduli F24 si scaricano subito, pronti per ogni scadenza.

Ricevere due lettere per due anni d’imposta diversi nello stesso periodo non è insolito: i controlli automatizzati processano le dichiarazioni con un ritardo tecnico, quindi due annualità possono arrivare a distanza ravvicinata. Tra la richiesta e la scadenza della prima rata passano di norma alcuni mesi, un margine utile per organizzare la spesa. Il margine si perde solo se i termini scadono senza risposta.

Chi ha ricevuto la lettera per il 730 dei redditi 2022 o 2023 farebbe bene a controllare subito il cassetto fiscale. Chi invece non ha ricevuto nulla ma ha corretto una dichiarazione negli ultimi due anni può comunque verificare il proprio profilo, per escludere che una comunicazione sia già in lavorazione. Attivare la rateizzazione entro i giorni utili evita di dover saldare tutto in un colpo solo.

Secondo quanto riportato da Investire Oggi il 2 agosto 2026, a firma di Giacomo Mazzarella.