Confintesa vuole che gli sgravi fiscali premino i contratti collettivi con le condizioni migliori per chi lavora, e non quelli firmati dai sindacati leader. La richiesta è del segretario generale Francesco Prudenzano, che l’ha avanzata sabato 24 ottobre a Roma, all’Auditorium dell’Ara Pacis, durante la IX Consulta Confederale dell’organizzazione. Ne ha dato conto Adnkronos.

Il punto di partenza è la norma in vigore. Secondo Prudenzano, oggi la legge favorisce i contratti dei sindacati leader, mentre dovrebbe favorire quelli che offrono di più. I due criteri, ha spiegato, non coincidono sempre.

A sostegno della tesi c’è una mappatura dei contratti realizzata dal centro studi di Confintesa. Il risultato smentisce l’idea che il contratto di riferimento sia automaticamente il più generoso. Per Prudenzano la regola vale quasi sempre. In molti altri casi, però, gli accordi nazionali firmati dalle sigle leader presentano cali di tutela oppure equivalgono ad altri contratti di pari dignità. I dati della mappatura non sono stati diffusi con il resoconto, quindi per ora la verifica indipendente non è possibile.

L’esempio più evidente riguarda la vigilanza privata. Il contratto firmato da Confintesa per questo settore riconosce una paga base più alta dell’11-12% rispetto al contratto leader. Chi lo applica, però, non ottiene gli stessi benefici fiscali. Il confronto arriva da chi quel contratto l’ha sottoscritto, e va letto con questa cautela.

La soluzione indicata ha due pezzi. Il primo è una certificazione ufficiale, valida per tutti i contratti, da affidare a un soggetto terzo: non dovrebbe essere compilata dalle parti che trattano, ma ancorata a una legge. Il secondo pezzo è un cambio di criterio per la politica. Fiscalità ed esenzioni dovrebbero andare ai contratti migliori su welfare, retribuzione base e vantaggi per lavoratori e produzione.

Prudenzano l’ha riassunta così: bisogna guardare cosa c’è scritto dentro il contratto, senza badare a chi lo firma. Per questo chiede di non lasciare la contrattualistica alle sole parti, almeno quando si valuta quanto vale l’accordo.

La Consulta ha ospitato anche un convegno dedicato all’articolo 36, quello su salario e dignità di chi vive del proprio lavoro. Il richiamo è all’articolo della Costituzione sul diritto a una retribuzione adeguata, tema che sta sotto tutta la discussione sui minimi contrattuali.

Per ora si tratta di una richiesta, non di una proposta di legge. Adnkronos non riporta risposte dal governo o dagli altri sindacati. Chi lavora in un settore dove coesistono più contratti può intanto confrontare paga base e welfare del proprio, perché è su quei due elementi che Confintesa vorrebbe misurare il merito.

Dichiarazioni di Francesco Prudenzano riportate da Adnkronos il 24 ottobre 2026.