Venerdì 30 ottobre l’Italia affronta uno sciopero generale proclamato da Usb, l’Unione sindacale di base, con effetti su trasporti, scuola e sanità. Per chi viaggia i problemi cominciano prima: i treni si fermano giovedì 29 ottobre, a partire dalle 21. Secondo Adnkronos, la protesta coinvolge comparti pubblici e privati in tutto il Paese.
Aderiscono anche Fi-si, Sudd Cobas, Cobas Pt Usb e il Sindacato Sociale di Base. Gli orari cambiano da settore a settore e da territorio a territorio, quindi non esiste una regola valida per tutti. Conviene ragionare per comparto.
Treni. Per il Mit lo stop ferroviario dura un giorno meno un minuto: si comincia giovedì 29 ottobre alle 21 e si finisce venerdì 30 alle 20.59. A incrociare le braccia saranno i lavoratori del Gruppo FS, di Italo e di Trenord. Sono attese cancellazioni e modifiche per tutta la durata della protesta, e i ritardi possono toccare anche le ore prima e dopo. Trenitalia mantiene le corse minime di un normale giorno feriale. Per i FrecciaLink non sono previste fasce garantite. Chi ha un viaggio a lunga percorrenza o un treno la mattina presto farebbe bene a consultare i siti delle imprese ferroviarie.
Aerei e porti. Nel trasporto aereo lo sciopero dura l’intera giornata, dalla mezzanotte alle 23.59. A Firenze e Pisa si sovrappone a un’altra agitazione, con le stesse ore, dei dipendenti di Toscana Aeroporti, Gh Toscana e Consulta. Quanti voli salteranno dipende da quante persone aderiranno, e finora nessuna stima è stata resa nota. Si fermano per tutto il giorno anche i lavoratori dei porti.
Bus, tram e metro. Sui mezzi urbani ogni territorio stabilisce da sé durata e modalità. Le fasce garantite e i servizi ridotti vanno cercati negli avvisi dell’azienda della propria città.
Scuola e sanità. Lo sciopero tocca docenti, personale ATA e altri lavoratori dell’istruzione, con possibili problemi per le lezioni e per le attività amministrative. Dipenderà da quanti aderiranno in ogni istituto, perciò le famiglie dovrebbero leggere le comunicazioni della scuola. Nella sanità, pubblica e privata, restano coperte le urgenze e le prestazioni essenziali. Visite e interventi programmati, invece, rischiano rinvii o sospensioni.
Le ragioni le spiega Usb. Il sindacato parla di protesta contro l’economia di guerra voluta, a suo dire, dall’esecutivo di Giorgia Meloni, contro il carovita e contro la repressione di giovani e lavoratori che manifestano. Sul piano economico le richieste sono concrete: abbassare prezzi, tariffe energetiche, affitti e mutui, e alzare i salari. Il governo non ha risposto in questi termini, almeno nel testo di Adnkronos.
C’è anche una dimensione internazionale. Usb ricorda una mobilitazione nei porti, contro i traffici di armi, lanciata da più sigle sindacali, che avrebbe già raggiunto oltre cento scali in 17 Paesi. Il dato è del sindacato e non c’è un riscontro indipendente.
Sono previsti più di 40 cortei, e l’elenco continua ad aggiornarsi. A Roma ci si ritrova in piazza dei Cinquecento alle 10.30. A Napoli si parte alle 9.30 da piazza Mancini, a Torino alla stessa ora, nella piazza di Palazzo di Città. A Milano l’appuntamento è alle 10 in piazza Duca d’Aosta.
Per chi deve spostarsi tra giovedì sera e venerdì, la mossa utile è verificare la propria tratta il giorno stesso, direttamente sui siti di compagnie e aziende di trasporto. Chi ha figli a scuola o una prestazione sanitaria in agenda venerdì dovrebbe chiedere conferma prima di uscire di casa.
Adnkronos, articolo di Stefania Marignetti sullo sciopero generale del 30 ottobre 2026, ripreso dal calendario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.