Guido Stazi ha giurato oggi da presidente della Consob, in una seduta della Commissione riunita a Roma. Il passaggio di consegne arriva da Chiara Mosca, che ha guidato l’Autorità come presidente vicario dal 9 marzo. Il collegio torna a cinque membri. Lo riporta Wall Street Italia, che ha seguito la cerimonia di insediamento.
Il nuovo presidente arriva alla guida dell’Autorità in una fase delicata per la vigilanza sui mercati finanziari. Le piattaforme digitali crescono, la finanza online si diffonde e chi risparmia chiede più tutela. Consob dovrà vigilare su un mercato sempre più digitale.
Il mandato dell’Autorità copre tre fronti: la trasparenza di chi opera sui mercati, la correttezza degli intermediari finanziari e la tutela di chi investe i propri risparmi. A questo si aggiunge il controllo sul buon andamento dei mercati dei capitali, un compito reso più complesso dall’arrivo di attori nativi digitali. Le grandi piattaforme tecnologiche offrono oggi servizi di investimento, i dati alimentano modelli di rischio automatizzati e l’intelligenza artificiale guida quote crescenti dei processi di trading. Confini che un tempo separavano nettamente finanza e tecnologia oggi si sovrappongono.
Stazi succede a Paolo Savona, il cui settennato ai vertici dell’Istituto si è chiuso l’8 marzo. Da allora il ruolo era affidato ad interim a Mosca, la commissaria con più anzianità. Restano in carica anche Federico Cornelli, Gabriella Alemanno e Carlo Comporti.
Classe 1957 e romano d’origine, Stazi porta oltre trent’anni di esperienza tra autorità di regolazione. Ha studiato Giurisprudenza a Roma, alla Sapienza, con una tesi sul lato economico delle politiche pubbliche. Dal 1984 al 1990 ha lavorato come ricercatore alla Sapienza. In quegli anni ha insegnato Scienza delle finanze alla Luiss, con un’ulteriore collaborazione presso la Fondazione Luigi Einaudi.
Il 1991 segna l’addio di Stazi al mondo accademico e il suo ingresso nell’Antitrust, l’autorità che vigila sulla concorrenza tra le imprese. Lì ha fatto carriera fino al ruolo di direttore. Tra il 2005 e il 2012 ha ricoperto il ruolo di capo di Gabinetto all’Agcom, il garante delle comunicazioni. Nel 2013 è approdato per la prima volta in Consob, con l’incarico di Segretario Generale fino al 2017. È poi tornato all’Antitrust, dove dal marzo 2022 ha ripreso il ruolo di Segretario Generale.
Questo doppio passaggio dentro l’Istituto è il tratto che più distingue la sua nomina. Stazi conosce già i meccanismi interni della Consob, avendone diretto la macchina amministrativa per quattro anni. La combinazione con l’esperienza in Antitrust e Agcom gli offre inoltre una visione che attraversa concorrenza, telecomunicazioni e mercati finanziari, tre ambiti che i servizi digitali stanno facendo convergere l’uno nell’altro. Quella visione trasversale sarà utile per un’Autorità chiamata a vigilare tanto sulle banche quanto sulle piattaforme di trading nate fuori dal sistema bancario tradizionale.
Le priorità indicate per il suo mandato toccano quattro aree: il funzionamento dei mercati, l’innovazione digitale, la protezione del risparmio e l’espansione del mercato dei capitali. Per chi investe o risparmia tramite app e piattaforme di trading online, il segnale da seguire nei prossimi mesi è la linea che la nuova presidenza terrà sui prodotti finanziari distribuiti online. È lì che si deciderà quanto stringere i controlli senza frenare l’accesso al mercato.
Notizia riportata da Wall Street Italia nell’articolo di Alessandra Caparello, pubblicato mercoledì 12 agosto 2026.