Alcuni funzionari tedeschi del governo sarebbero disposti a discutere la cessione a UniCredit del 12,7% che Berlino ha ancora in Commerzbank, secondo un’indiscrezione di Bloomberg ripresa da Money.it. Una svolta del genere consegnerebbe a UniCredit il controllo assoluto del secondo gruppo bancario tedesco, chiudendo un dossier che si trascina da quasi due anni. Il governo, per ora, smentisce qualunque cambio di linea ufficiale. La cessione, però, non sarebbe comunque automatica: prima serve un’intesa tra le due banche sulla linea comune e sul destino dell’istituto tedesco.
Se l’operazione si realizzasse, Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit, vedrebbe la banca passare dal controllo appena sotto la metà del capitale di Commerzbank a una quota superiore al 60%. Un salto di oltre dieci punti percentuali in un colpo solo. Sulla piazza di Milano il titolo UniCredit ha intanto perso lo 0,50%, scambiato a 84,80 euro; a Francoforte anche Commerzbank ha ceduto terreno, fermandosi a 39,68 euro. Il possibile passaggio di mano chiuderebbe una delle scalate bancarie più contese viste in Europa negli ultimi anni.
Contattato sul tema, un portavoce dell’esecutivo ha confermato solo che la linea ufficiale resta la stessa, senza entrare nel merito delle voci riportate da Bloomberg. Né Commerzbank né UniCredit hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Il cancelliere Friedrich Merz ha comunque ammesso, in una dichiarazione recente, che Berlino non ostacolerà il passaggio di Commerzbank sotto il controllo di UniCredit, dopo il successo dell’offerta lanciata da Orcel.
Johannes Hesche, che gestisce il fondo tedesco ACATIS Value Event, guarda al dossier con una lettura più cauta. Per lui questo caso conta come precedente isolato, non ancora come regola per future scalate bancarie ostili tra paesi europei diversi. La BCE spinge da tempo per un settore bancario più concentrato nel continente.
Un successo di UniCredit, nonostante il muro alzato dal governo tedesco e dai vertici di Commerzbank, dimostrerebbe che la politica interna da sola non basta a fermare un’operazione in regola con le norme europee. A favorire la banca guidata da Orcel c’è anche la struttura dell’operazione. È già presente in Germania attraverso la sua controllata tedesca, HVB, e la sovrapposizione tra le due reti resta limitata. Orcel controlla inoltre circa il 47,59% del capitale: un pacchetto che vale quasi la metà del totale dei voti in assemblea, lasciando poco margine a Commerzbank per negoziare condizioni diverse.
Per Hesche, la scelta dell’amministratrice delegata di Commerzbank, Orlopp, di non opporsi più all’offerta pesa più come presa d’atto che come cambio di strategia: l’esito, a questo punto, sembrava già scritto. Sull’ipotesi che altre banche europee imbocchino la stessa strada ostile percorsa da Orcel negli ultimi due anni, l’analista resta invece scettico.
Per chi segue il titolo UniCredit, il prossimo indicatore da guardare non è la voce di oggi ma un’eventuale conferma ufficiale da Berlino. Finché il governo tedesco non si esprime formalmente, il prezzo delle due azioni continuerà a muoversi sulle indiscrezioni, non su un accordo concluso.
Ricostruzione basata sull’articolo di Laura Naka Antonelli pubblicato da Money.it il 17 agosto 2026, che riprende un’indiscrezione di Bloomberg.