La procura federale del Massachusetts ha avviato una confisca civile (civil forfeiture) con cui vuole riavere i bitcoin rubati nel giugno 2023 dal conto Coinbase di un trust familiare. Il furto vale 33,7 BTC, allora circa 900.000 dollari. Secondo Cryptonomist, che ricostruisce il caso dagli atti giudiziari, solo una parte di quei fondi è stata seguita fino a un conto preciso.
Tutto parte da due SMS, fingendosi Coinbase, arrivati a inizio giugno 2023, il primo il giorno 1. Il beneficiario del trust ha consegnato nome utente, password e il resto delle credenziali. Da quel login, persone non identificate hanno spostato ogni bitcoin disponibile. Il beneficiario stava peraltro trattando via email con Coinbase l’apertura di un conto distinto per il trust, quindi quei messaggi gli sono sembrati credibili.
I numeri vanno tenuti separati, perché indicano cose diverse. I bitcoin rubati sono 33,7, e 28,5 di questi appartenevano soltanto al trust. I bitcoin rintracciati sono 11,2: sei depositi arrivati dal 5 al 15 giugno 2023 su un conto intestato a Enrique Mora Morales, che Binance Spagna aveva aperto a fine maggio dello stesso anno. I fondi congelati, infine, sono circa 110.270 USDT, la moneta Tether agganciata al dollaro.
Rintracciare non vuol dire recuperare. Fatta la sottrazione, restano 22,5 BTC di cui la fonte non dice nulla. Gli 11,2 BTC rappresentano circa un terzo del furto, e anche quel terzo è arrivato agli investigatori già trasformato: parte è passata in Monero, una moneta pensata per ostacolare il tracciamento, e il resto in Tether.
Su richiesta dell’FBI, Binance ha congelato quel conto. Un mandato di sequestro, nell’agosto 2026, ha poi spostato i 110.270 USDT in un portafoglio sotto il controllo del governo. La cifra è in una valuta diversa e la fonte non indica quanta parte dei 33,7 BTC originari corrisponda a quel Tether, né dove sia finita la quota convertita in Monero. Senza questo passaggio, un confronto in percentuale tra bitcoin rubati e USDT congelati sarebbe un’invenzione.
Il procedimento, inoltre, non è chiuso. La confisca civile colpisce i beni e non richiede una condanna penale contro un imputato. Chiunque vanti un diritto sui token sequestrati può opporsi, e l’atto stesso ricorda che in aula le accuse non sono ancora state dimostrate. Finché un giudice federale non decide, nulla è stato restituito alla famiglia.
La vicenda mostra due cose. La trasparenza della blockchain ha permesso di seguire una parte del denaro fino alla Spagna. Gli strumenti per la privacy, però, interrompono quella catena di visibilità, e il recupero si fa molto più incerto.
Se ricevi un SMS che sembra di Coinbase, non toccare il link e non dare a nessuno la password né i codici a due passaggi: apri l’app ufficiale o digita tu l’indirizzo. Dopo il furto, congelamenti e confische possono salvare solo una parte.
Secondo Cryptonomist, nell’articolo di Amelia Tomasicchio pubblicato il 30 settembre 2026.