Bitcoin ha fallito un nuovo tentativo di superare l’area degli 85.000 dollari, restituendo parte dei guadagni recenti. Il quadro l’ha descritto Soldionline martedì 29 settembre, in un articolo pubblicato alle 20:00: quella è la fotografia del prezzo, e tra una sessione e l’altra può già essere cambiata. Conviene tenere separati tre piani che la fonte mette nello stesso pezzo: il prezzo, i flussi sugli ETF e l’attività sulla DeFi.
Sul prezzo pesa soprattutto la pressione dei venditori sopra gli 85.000 dollari. Secondo gli analisti citati da Soldionline, chi possiede Bitcoin da anni non sta vendendo in modo aggressivo, ma quella fascia resta presidiata da chi vuole uscire. Il risultato è un mercato fermo sotto i massimi, senza un’accelerazione in vista.
Lo scenario macroeconomico pesa sul mercato. Il rendimento del Treasury decennale americano oscilla oltre il 5,2%, e alcune case di ricerca non escludono un approdo al 6%. Gli strategist ricordati dalla fonte distinguono due casi: se i rendimenti salgono per crescita e inflazione sotto controllo, l’effetto sulle cripto è diverso rispetto a quando salgono perché si teme per i conti pubblici e per la tenuta del sistema. In più la fiducia dei consumatori americani, misurata dal Conference Board, è caduta al livello più basso degli ultimi dieci anni e passa.
Passiamo ai fondi. Nella settimana precedente gli afflussi erano stati di 3,3 miliardi, in cifra tonda. Lunedì 28 settembre i fondi indicizzati americani legati a XRP, Solana, Ethereum e Bitcoin hanno raccolto insieme 64,8 milioni. È un rallentamento netto, ma il segno resta positivo. Quei numeri raccontano denaro che entra nei fondi, non una previsione sul prezzo: un ETF che raccoglie non garantisce che la quotazione salga.
La DeFi, la finanza decentralizzata che funziona su blockchain senza intermediari, si muove per conto suo. Aave ha guadagnato circa l’11%, sull’onda delle voci su un token burn, cioè la distruzione di una parte dei token in circolazione. Il rimbalzo è arrivato mentre i rendimenti obbligazionari americani salivano con decisione. Per la fonte, una parte del mercato sembra quindi sganciata dal nervosismo sui titoli di Stato, almeno per ora.
Sul fronte societario girano indiscrezioni. Blockchain.com, società londinese del settore, avrebbe presentato negli Stati Uniti, con procedura riservata, la documentazione per quotarsi. Secondo le voci di mercato riportate da Soldionline l’obiettivo sarebbe valere fino a 6 miliardi e raccoglierne circa 500 milioni, in dollari. Nulla di questo è confermato: finché non c’è un annuncio ufficiale, resta un’attesa e non una quotazione fissata.
Sulla sicurezza, Near Intents ha fermato scambi per più di 50 milioni di dollari legati all’attacco informatico all’exchange Bitget. Molte operazioni respinte sarebbero passate poi da altri fornitori, un segno dei limiti di un ecosistema frammentato. Sul versante tecnico la fonte cita anche il ritorno di zk.money su Ethereum, un wallet per pagamenti riservati, e il lavoro dei team di Zcash su Project Tachyon.
Per chi ha cripto in portafoglio, i dati da guardare nei prossimi giorni sono due, e non vanno confusi: dove chiude Bitcoin rispetto agli 85.000 dollari e se i flussi giornalieri sugli ETF restano positivi. Il rendimento del Treasury decennale, se si avvicina al 6%, pesa più di entrambi.
Secondo Soldionline, articolo della redazione pubblicato martedì 29 settembre 2026 alle 20
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