Il Mit, cioè il ministero che si occupa di infrastrutture e trasporti, ha proposto quindici modifiche al Codice della Strada, il testo che stabilisce come si guida e come si sanziona su strade e autostrade italiane. Le ipotesi sono state inviate a oltre cento tra associazioni di categoria e operatori del settore, secondo quanto riporta Soldionline. L’obiettivo dichiarato dal dicastero è avvicinare le regole a chi guida ogni giorno, senza però arretrare sulla sicurezza.
Tra le misure allo studio c’è l’idea di rendere obbligatori casco e contrassegno identificativo per le “super-bici”, i cicli a propulsione ad alta potenza che i rider usano per recapitare gli ordini a domicilio. La norma rientra in una linea più ampia dedicata a chi si muove senza la protezione di una carrozzeria: pedoni, ciclisti e persone con disabilità restano le categorie che pagano il prezzo più alto quando qualcosa va storto sulla strada.
Cambia anche la vita di chi guida due ruote. In autostrada, quando il traffico rallenta parecchio, moto e scooter potranno spostarsi sulla corsia riservata alle emergenze, lo spazio laterale oggi destinato ai soccorsi e alle soste per guasto. Un’altra ipotesi taglia a metà le multe per il divieto di sosta delle due ruote, per renderle più aderenti all’ingombro reale di moto e scooter rispetto a quello di un’auto.
Il ministero lavora anche a una revisione delle sanzioni legate a chi supera i limiti, con un principio di progressività: chi sfora di più il limite paga di più, non con un importo fisso. Sulle autostrade l’idea è agganciare l’importo ai chilometri orari di troppo, con un tetto fissato a 130 all’ora: 10 euro per ognuno oltre quella soglia. Chi viene sorpreso a 140 si vedrebbe recapitare una sanzione da 100 euro; chi sfiora i 170, cioè 40 chilometri sopra il limite, pagherebbe fino a 400 euro. Sulle strade urbane con limite di 50 o 30 all’ora, il conteggio si dimezza: 5 euro a chilometro orario superato.
Tra le proposte più discusse c’è l’abbassamento a 17 anni dell’età minima per la patente B, quella che serve per guidare un’utilitaria o un’auto di famiglia. Un anno di anticipo che, se confermato, cambierebbe le abitudini di chi oggi aspetta i 18 per mettersi al volante, anche se il ministero non ha ancora definito le condizioni operative della misura. Il documento del Mit elenca altre direttrici: la stretta sui veicoli senza copertura RCA, il recupero delle multe rimaste inevase quando il mezzo è immatricolato all’estero, e interventi contro le auto abbandonate in strada.
Le proposte devono ancora passare al confronto con associazioni e operatori prima di diventare testo definitivo, ma chi lavora in bici per le consegne o guida due ruote ogni giorno farebbe bene a seguire l’iter da vicino. Se il criterio dei 10 euro a chilometro orario diventa legge, cambia il conto in tasca di chi supera anche di poco i limiti più alti in autostrada.
Secondo quanto riportato da Soldionline l’8 agosto 2026, le proposte sono contenute nel documento di lavoro diffuso dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.